Il rischio? Che finisca per frugare in tasca ai soliti (per esempio ai pensionati...)

Tasse, Renzi al meeting di Rimini e a Pesaro: nel 2016 via l’Imu e la Tasi a tutti. Ma non rivela dove troverà i soldi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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Renzi sul palco al meeting di Rimini

Renzi sul palco al meeting di Rimini

RIMINI – Matteo Renzi, dopo un lungo periodo d’inedito e inusuale silenzio, parla dal palco del Meeting di Comunione e liberazione al convegno dal titolo «L’Italia e la sfida del mondo».  L’intervento ha toccato temi istituzionali e di governo, ma ha taciuto sullo scottante tema delle unioni civili. Successivamente, a Pesaro, ha parlato di tasse, confermando l’intenzione di abolire Imu e Tasi: «Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti. Non e’ possibile continuare questo giocattolino dove la tassa sulla prima casa l’abbiamo messa e tolta, messa e tolta ». E ha poi annunciato che nel 2017 il governo si concentrerà sull’Ires, che verrà portata dal 31 al 24%, e infine, nel 2018, l’intervento sull’Irpef. Domanda:  i soldi dove li trova? Non è che pensa di frugare nelle tasche dei soliti noti, a cominciare dai pensionati spesso usati  come facile bancomat?  Vedremo.

ITALIA – E torniamo al meeting di Rimini, dove il premier ha esordito così: «C’è una grande possibilità che si apre per l’Italia: essere terra di opportunità e non di rimpianti». Anche se, negli ultimi 20 anni «L’Italia si è impantanata in una discorso ideologico negli ultimi vent’anni che ha smarrito il bene comune. Il berlusconismo e l’anti berlusconismo hanno fatto mettere il tasto “pausa” alla politica. E mentre il mondo lì fuori correva, l’Italia stava ferma in discussioni sterili interne».

IMMIGRAZIONE – E passa subito a toccare un tema scottante: «Quando parliamo di strategia per l’Ue forse si è persi vent’anni, quando parliamo di Mediterraneo non parliamo di frontiera Ue ma del cuore dell’Ue ma non c’è stata sufficiente attenzione della politica nel considerare il Mediterraneo il cuore del dibattito Ue, si è guardato in direzione strabica», dice Renzi. E poi aggiunge: «L’Europa a 28 è troppo o troppo poco. È nata senza una visione politica da parte dell’Italia. Ha cancellato il Mediterraneo dalla discussione e cancellato anche i Balcani. C’è una emergenza Balcani che è pazzesca». E termina l’argomento con una critica alla Lega: «Non cederemo mai al provincialismo della paura», dice il premier sulla questione migranti. L’Europa «non è solo spread», non è solo «un accozzaglia di numeri», «ma è ideali. Noi non dobbiamo far passare il messaggio del provincialismo della paura. Possiamo perdere pure tre voti ma non rinunciamo a secoli di civiltà».

LE RIFORME – «Non sarà semplicemente con le riforme che l’Italia ritroverà la propria identità ma le riforme sono la premessa», spiega il premier. «Il pacchetto di riforme che stiamo tentando di fare dal jobs act a quelle istituzionali, dalla legge elettorale alla riorganizzazione PA, dalla Buona Scuola alla responsabilità civile dei magistrati. Il tentativo è che l’Italia recuperi il tempo perso», spiega il premier. «L’Italia può giocare un ruolo nell’Europa che cambia ma a condizione che sia essa stessa a cambiare», aggiunge Renzi . «È incredibile la discussione. Dicono che se non c’è elezione diretta» dei senatori «è a rischio la democrazia» ma «non è che devi votare tante volte, quello è il Telegatto. Moltiplicando le poltrone si fanno contenti quei politici, non gli elettori».

ITALICUM – «Non mi sono candidato al Parlamento perché il sistema non prevede la corrispondenza tra chi si candida e chi guida il Paese. La legge elettorale è il primo tassello per riuscire finalmente a governare e non difendersi dagli assalti della minoranza o dell’opposizione. È una rivoluzione».

FISCO – Intervenire oggi sul fisco «non è per far trovare consenso al premier. La riduzione delle tasse aumenta il tasso di libertà del paese, aumenta il tasso di giustizia sociale. Non sono invenzioni prese da un coniglio pescato da un cilindro qualunque, ma l’unico modo per consentire a chi vuole fare di farglielo fare» e per farlo bisogna «rendere l’Italia più semplice». oggi occorre togliere le cose di troppo che zavorrano il paese: «quando a Michelangelo gli domandarono come aveva fatto il capolavoro del David – ha ricordato il premier – ha risposto: ho solo tolto tutta la roba che c’era in più. Ed è quello che dobbiamo fare noi oggi…».

GLOBALIZZAZIONE – Non dobbiamo avere paura della globalizzazione. Ci hanno detto per anni che il pericolo prima era americano e poi cinese. Io sono il primo governo che è stato per due volte in Africa, un’area che avevamo abbandonato. Ma ci avevano detto che la globalizzazione è il nemico, l’incubo, il problema ed invece è il più grande asset per l’Italia nei prossimi anni perché un mondo che cambia chiede bellezza».

USA – RUSSIA – «Abbiamo una stella polare che sono gli Usa. Non credo ad una equidistanza dell’Italia nel mondo internazionale, credo nell’Italia come portatrice di dialogo». Ma «pensare di costruire l’Europa contro la Russia, come vuole fare qualche Paese recentemente entrato, è un errore». «Non è un fatto economico, non sono le sanzioni il problema dell’economia russa, ma un fatto culturale. L’Europa non può essere costruita contro il vicino più grande».

POLITICA INTERNA – Infine il premier torna a trattare di temi attuali di politica interna e lo fa lanciando una stoccata a Matteo Salvini: «L’Italia ha bisogno di rimettersi in movimento». Lo ha detto Renzi. «Ho letto che c’è stato un politico – ha aggiunto riferendosi senza citarlo a Salvini – che ha detto di voler bloccare il paese per 3 giorni a novembre… ma sono 20 anni che la stanno bloccando! E la risposta, invece, è rimetterla in moto». L’Italia va avanti nonostante i problemi, «Nel corso dei secoli è stata prodotta qualità e bellezza. A chi dice che l’Italia è un elenco straordinario di problemi, portategli le tante storie affascinanti di un paese che va avanti, talvolta `nonostante´, la politica».

Si è trattato dunque di un intervento equilibrato, anche se molte affermazioni sembrano scontate, nel quale Renzi ha ovviamente difeso l’azione del suo Governo, che a suo avviso ci sta rimettendo sulla retta via. Il premier ha tralasciato qualche tema di stretta attualità, come le unioni civili – che probabilmente interessava alla platea molto più di quelli trattati – e ha evitato ogni accenno di polemica con i Vescovi e con Mons. Galantino. Il programma di governo illustrato al meeting conferma quello che lui stesso aveva anticipato prima della pausa estiva, anche se stavolta non ha fatto alcun accenno al tema del lavoro. Importante soprattutto la dichiarazione in tema di politica estera: il punto di riferimento restano gli USA, ma l’Unione Europea non può essere costruita ‘senza il suo vicino più grande’. E’ questa, a mio avviso, l’affermazione più importante del premier: vedremo se saprà convincere anche gli altri partners europei. poi, traslocato a Pesaro, l’annuncio sulla riduzione della tassazione che, se adempiuto, farà felici milioni di italiani.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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