Perdite potenziali per 40 miliardi di euro

Conti pubblici, allarme di Unimpresa: pronta e esplodere la mina dei derivati

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

ROMA – Mina sulla finanza statale italiana: secondo Unimpresa ammontano a quasi 40 miliardi di euro le perdite potenziali nei conti pubblici italiani legate ai derivati. Si tratta della massa di derivati finanziari in passivo nei bilanci dello Stato, voce che nell’ultimo anno si e’ allargata del 28,1% ed e’ arrivata a quota 36,8 miliardi. In tutta Italia – scrive il Centro studi di Unimpresa – considerato sia il settore pubblico sia quello privato, la montagna di titoli finanziari ad alto rischio, cioe’ potenzialmente in perdita, e’ cresciuta in totale dell’8,9% in un anno (dal 2013 al
2014) passando da 153,1 miliardi di euro a 166,6 miliardi, in aumento di 13,6 miliardi.

STATO – L’aumento complessivo dell’esposizione in derivati in Italia – prosegue Unimpresa – è legato soprattutto all’aumento di questo tipo di attivita’ finanziarie all’interno dei bilanci dello Stato centrale dove risultavano, alla fine dello scorso anno perdite potenziali pari a 36,8 miliardi in crescita rispetto ai 28,7 miliardi dell’anno precedente: 8,1 miliardi in piu’ in 12 mesi. I derivati “a rischio” delle banche risultano in crescita di 4,7 miliardi da 105,7 miliardi a 110,5 miliardi (+4,4%).

ENTI LOCALI – Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d’Italia, si registra la sostanziale invarianza (+0,7%) dei derivati in perdita nelle amministrazioni locali: nei 12 mesi sotto la lente, le consistenze dei bilanci di comuni, province e regioni sono passate infatti da 1,26 miliardi a 1,27 miliardi, con un aumento di soli 9 milioni. Lieve incremento per i prodotti speculativi nei bilanci delle imprese: a fine 2014 l’ammontare e’ salito di 347 milioni a quota 7,6 miliardi rispetto ai 7,3 del 2013 (+4,7%). Nel comparto assicurativo e dei fondi pensione si e’ passati da 5,2 a 5,5 miliardi (+5,1%) in aumento di 269 milioni, mentre il resto degli intermediari finanziari ha registrato una crescita di 164 milioni (+3,5%) da 4,6 miliardi a 4,8 miliardi.

CONTI PUBBLICI  “E’ importante avere chiarezza sul reale stato di salute dei conti pubblici – sostiene il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – Bisogna fare attenzione ai pericoli nascosti nei bilanci pubblici, legati alla finanza speculativa: da un lato chiediamo che sia detta tutta la verita’ e contemporaneamente continuiamo ad auspicare maggiori sforzi per dare piu’ risorse a imprese e lavoratori”. Una considerazione? Sì: non può essere questo il risanamento vantato in Europa dal governo Renzi.

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Camillo Cipriani

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