La tragedia che pochi ricordano

Minorca 2015: l’Accademia Navale al sacrario dei Caduti della Corazzata «Roma» (VIDEO-FOTOGALLERY)

di Sandro Addario - - Cronaca, Reportage

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Ufficiali e allievi dell'Accademia Navale al sacrario dei marinai italiani nel cimitero di Mahon (Foto FirenzePost)

Ufficiali e allievi dell’Accademia Navale al sacrario dei marinai italiani nel cimitero di Mahon (Foto FirenzePost)

da MAHON, ISOLA DI MINORCA (Spagna) – Emozioni senza limiti di grado e di età davanti al sacrario dei Caduti della Corazzata «Roma», qui nell’isola di Minorca nelle Baleari. È la sesta tappa della Campagna d’istruzione estiva nel Mediterraneo dei giovanissimi cadetti dell’Accademia Navale di Livorno, a bordo della nave scuola «Palinuro».

AFFONDAMENTO – Un’occasione per rendere omaggio ai 1393 marinai italiani morti in seguito all’affondamento del «Roma» da parte dell’aviazione tedesca al largo dell’isola dell’Asinara in Sardegna, appena poche ore dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 che rovesciava le alleanze durante la seconda guerra mondiale. Ma un’occasione anche per ricordare i 628 marinai naufraghi raccolti in mare e trasportati proprio qui a Minorca, un porto «neutrale» data l’impossibilità di approdare nell’isola della Maddalena già occupata dai tedeschi.

NAUFRAGHI – La maggior parte di loro, dopo un difficilissimo inizio di stenti e di privazioni di ogni genere, rientrò in Italia nel 1944. Tutti, tranne 28 che trovarono la morte qui a Minorca e che sono sepolti nel bianco e appartato «Cementerio Municipal» di Mahon : ventiquattro nomi, quattro con la significativa scritta «Marinaio ignoto». Ecco l’elenco dei Marinai sepolti nel cimitero di Mahon.

MEMORIA – Davanti a queste lapidi, Ufficiali e Allievi dell’Accademia Navale hanno reso omaggio alla loro memoria, con la deposizione di una corona d’alloro. Un cadetto della 1ª classe ha ricordato la vicenda storica che vide protagonisti i marinai italiani in quei tragici giorni del settembre 1943 e le fasi dell’individuazione del relitto della Corazzata Roma, avvenuto nel giugno 2012, a oltre 1000 metri di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa della Sardegna al largo dell’Asinara.

MAHON – A Mahon giovedì 27 agosto 2015 erano presenti, tra gli altri, il contrammiraglio Maurizio Ertreo, comandante dell’Accademia arrivato per l’occasione da Livorno, il cui padre era uno dei pochi marinai del Roma sopravvissuti al naufragio (vedi il video alla fine dell’articolo). Con lui anche il capitano di vascello Michele Spezzano, Addetto per la Difesa presso l’ambasciata d’Italia a Madrid. Presenti anche esponenti delle Forze armate spagnole che ancora una volta hanno voluto essere vicini alla comunità italiana di Minorca, come ogni anno quando il 2 novembre si ritrovano al cimitero di Mahon per rendere omaggio ai «Marinos italiani». Tutto questo grazie anche all’infaticabile attività del giornalista Mario Cappa che vive da oltre 25 anni a Minorca dedicandosi con costante tenacia alla raccolta di testimonianze su Caduti e superstiti del «Roma».

OSPEDALE – Secondo momento di «memoria» per i giovani cadetti dell’Accademia Navale è stata la visita alla «Isla del Rey», una piccola isola nel suggestivo fiordo di Port Mahon dove sorgeva un ospedale costruito dagli Inglesi nel ‘700. Fu lì che vennero sbarcati i marinai italiani del «Roma» per le prime cure: la maggior parte di loro era gravemente ustionata, tanto da avere la pelle a brandelli. Oggi è un luogo di memorie aperto al pubblico, gestito da una fondazione, dove la «Familia italiana en Menorca» ha realizzato due sale dedicate alla Corazzata Roma. Ancora una volta è Mario Cappa il principale animatore dell’iniziativa che raccoglie anche molte foto di marinai scomparsi e alcune bandiere delle loro regioni d’origine, tra cui anche quella della Toscana.

TESTIMONIANZA – «Questa visita – ha detto il contrammiraglio Ertreo – è un’importante opportunità educativa, dove geografia e storia si integrano pienamente per conoscere il nostro passato e offrire spunti di riflessione per il futuro». Opinione pienamente condivisa dal generale Luis Alejandre Sintes, già capo di stato maggiore dell’Esercito spagnolo, che vive a Mahon e che ha accompagnato gli ufficiali e gli allievi dell’Accademia Navale alla «Isla del Rey». «La visita ha avuto un carattere particolarmente emotivo» ha commentato al termine ed è stata una «testimonianza viva di come due popoli mediterranei, come quello spagnolo e quello italiano, siano uniti dalla storia e destinati a rispettarsi e a cercarsi».

APPELLO – La comunità italiana di Mahon rivolge un appello – tramite FirenzePost – a tutti coloro che hanno una foto documentata di un loro congiunto, che faceva parte dell’equipaggio della Corazzata Roma, a volerla inviare a m-cappa@hotmail.com oppure a redazione@firenzepost.it. Verrà aggiunta alle foto già presenti nelle sale presso la Isla del Rey.

 

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(8 – CONTINUA)

 

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