Secondo un'indagine dell'osservatorio Skuola.net

Scuola: è carente l’aggiornamento informatico. La ‘buona scuola’ dovrebbe istruire i docenti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura, Economia

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Renzi spiega la riforma della scuola

Renzi spiega la riforma della scuola

ROMA – Aule pc presenti, le Lim (lavagne interattive multimediali)  pure e la connessione internet non manca. Eppure le scuole italiane procedono a passo di lumaca in quella che dovrebbe essere la “rivoluzione tecnologica”;  in attesa del piano digitale previsto da La Buona Scuola tutto sembra essere fermo. Almeno è quanto risulta all’osservatorio di Skuola.net che monitora la situazione dal 2012 e che mostra, in un’indagine su un campione di circa 4mila studenti di Medie e Superiori, come a oggi la situazione non sia cambiata di molto.

AULE – Solo il 6% dei ragazzi racconta a Skuola.net di non avere una Aula Pc nella sua scuola. Ma nemmeno 1 su 10 del campione totale ci mette piede ogni giorno, il 23% la frequenta una volta a settimana mentre tutti gli altri lo fanno raramente: 1 su 4 una volta al mese e addirittura 2 su 5 mai.

LIM – Quanto alle Lim, tutti (o quasi, il 76%) ne hanno una, se non in classe, per lo meno nella scuola. Eppure a usarle ogni giorno per farci lezione è il 33% del campione totale. Gli intervistati restanti raccontano un uso sporadico dello strumento: il 18% la utilizza per le sue lezioni una volta a settimana, il 13% una al mese e, peggio, il 12% non la usa mai. Una situazione di cui prende atto anche il documento di presentazione de La Buona Scuola in cui si afferma che le Lim “Hanno ingombrato le nostre classi spaventando alcuni docenti. E la tecnologia non deve spaventare. Deve essere leggera e flessibile adattandosi alle esigenze di chi la usa”.

TABLET – Proprio come fanno i tablet: leggeri, veloci e a portata di studenti che li utilizzano ogni giorno, anche se per attività che esentano dallo studio. Il 78% degli intervistati racconta infatti di non usarli mai durante le lezioni e un altro 12% di farlo, ma portandosi il suo tablet personale. Esiste comunque 1 studente su 10 che racconta di come la sua scuola gli abbia fornito un iPad per lo studio: il 6% gratuitamente, il 4% dopo aver pagato un contributo.

INTERNET – Certo è che per fare lezione in classe con un tablet serve una connessione internet e un buon numero di ragazzi dice di averne una nel suo istituto, circa 3 su 5 secondo Skuola.net. Ma è quando si chiede agli studenti di che tipo sia questa connessione che arrivano le note dolenti: 1 su 5 ha il wifi in classe, un altro 20% circa anche, ma da qualche parte nella scuola, magari utile a connettere le segreterie e le aule pc. Senza contare che 1 studente su 4 racconta di connettersi in aula grazie alla Lan, tipo di connessione che non va bene se si vuole fare lezione con i tablet. E anche quando la  connessione c’è, non sembra essere delle migliori: 1 ragazzo su 4 la ritiene scadente, il 38% discreta e il 27% buona. A giudicarla ottima è solo 1 studente su 10.

BANDA LARGA – Secondo i dati Miur aggiornati al 2014 la banda larga raggiungerebbe il 23% circa delle scuole secondarie. “Il problema della diffusione della tecnologia a scuola, strano a dirsi, non è legato a una penuria di dotazioni tecnologiche o di investimenti in hardware – commenta Daniele Grassucci, responsabile di Skuola.net – quanto piuttosto nel software, ovvero nel capitale umano, gli insegnanti appunto, che sono chiamati a integrare questi strumenti nella quotidiana attività didattica. Quindi la rivoluzione digitale, che comunque sta arrivando visto che uno studente su 10 in classe usa i tablet, avrà bisogno di tempo ma soprattutto di investimenti sugli insegnanti. In attesa di conoscere il Piano Nazionale sul Digitale evocato nella Buona Scuola, non resta che sperare che gli insegnanti usino parte dei loro 500 euro annui di bonus per aggiornarsi proprio sulle nuove tecnologie”.

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Camillo Cipriani

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