I Comuni recuperano i tagli governativi tartassando i contribuenti

Tasse: la Tari (nonostante le promesse di Renzi) aumenta sempre più: Firenze al secondo posto in Italia, dopo Napoli

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Raccolta rifiuti di Prato, il 13 novembre sciopero

Raccolta rifiuti

Le cifre più recenti pubblicate della Cgia di Mostre.mostrano che gli italiani sono sempre più tartassati – con la tassa per i rifiuti – dalle voraci e spendaccione amministrazioni comunali. In cinque anni, dal 2010 una famiglia di 4 persone che vive in un appartamento di 120 metri quadrati paga 75 euro in più, un aumento del 25,5% e dovrà pagare al proprio Comune 368 euro. A Firenze vantiamo la spesa media più alta – dopo Napoli – per le imprese del commercio e del turismo. Infatti il commercio paga ancora di più rispetto ai privati: ristoranti, pizzerie e pub con una superficie di 200 mq in media devono versare in termini assoluti 1.414 euro in più ogni anno. Un negozio di ortofrutta di 70 mq ha avuto un aumento del 42% (+560 euro), mentre un bar di 60 mq ha dovuto versare il 35,2% in più, pari ad un aggravio di 272 euro. Sui livelli dei privati, l’aumento subito dal titolare di un negozio di parrucchiere (+23,2%).

RIFIUTI – All’aumento del costo di questi anni corrisponde una diminuzione dei rifiuti urbani, probabilmente perché gli italiani stanno diventando sempre più responsabili: se nel 2007 ogni cittadino ne produceva quasi 557 kg, nel 2013 la quantità è scesa a poco più di 491 kg per abitante. «Più che una tassa legata ad un servizio – spiega Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti – la Tari sembra ormai un’imposta locale basata sulla superficie dell’attività e del tutto slegata dalla effettiva produzione di rifiuti e dall’efficienza dei sistemi di raccolta». E sono in arrivo altri aumenti; la tassa per Confesercenti potrebbe costare quest’anno ai contribuenti fino a 10 miliardi di euro: il 20% in più rispetto al 2014 e di oltre il 100% dal 2008.

CITTÀ – E ci sono differenze rilavanti da città a città sia per importi pagati che per esenzioni e agevolazioni. Secondo Federconsumatori, nel 2014 la spesa media nazionale è stata di 284 euro. Ma in alcuni casi si è pagato il doppio: 532 euro a Cagliari, 502 a Siracusa e 496 a Reggio Calabria. E in altri la metà: a Cremona 136 euro a Udine 161, a Brescia e Belluno 175 curo. A Napoli c`è la Tari media più alta per le imprese del commercio e del turismo: 5.567,89 euro, l’84% in più di Milano. In seconda posizione Firenze, dove le attività dei due settori pagano in media 4.975 euro l’anno, seguita da Roma (4.902 euro). Tra le categorie di impresa la Tari pesa soprattutto sugli alberghi, il record è di Venezia dove per un’attività di 200 metri quadri si può pagare quasi 12mila euro l’anno. Laguna carissima anche per bar, caffè o pasticceria che ogni anno spendono 4.663,05 euro (5 volte di più di Aosta). Nel settore alimentare la Tari più cara è a Torino dove i negozianti versano quasi 3.900 euro. Il record per i negozi d’abbigliamento è di Roma: 2300 euro, il triplo dei milanesi.

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Camillo Cipriani

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