La nuova scommessa della società

Fiorentina: Blaszczykowski (Kuba) campione con un triste passato. E (si spera) con un roseo futuro in viola

di Massimiliano Mugnaini - - Sport

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Jakub "Kuba" Blaszczykowski (foto Facebook - Official Fan Page Blaszczykowski )

Jakub “Kuba” Blaszczykowski (foto Facebook – Official Fan Page Blaszczykowski )

FIRENZE. Se Verdù e Baez sono i veri e propri oggetti misteriosi del mercato estivo della Fiorentina, Blaszczykowski non porta con sé particolari dubbi: per lui parla il passato con il Borussia Dortmund, con cui è arrivato a giocare da protagonista addirittura una finale di Champions League.

CONDIZIONI. L’unico problema è che Kuba – il nomignolo con cui è noto e come da ora in poi lo chiameremo per comodità di tutti – non è al massimo dal punto di vista fisico, per usare un eufemismo.

INFORTUNIO. La sua carriera è diventata ripidissima dal 25 gennaio 2014.Quando dopo 6 minuti di gioco nella partita prima partita di campionato dopo la pausa invernale del suo Borusia contro il l’Augusta, si è rotto il legamento crociato del ginocchio sinistro. Da allora il polacco il campo l’ha visto poco. E solo per qualche spezzone di gara.

NAZIONALE. Come stia veramente Kuba, i tifosi viola potrebbero scoprirlo sabato 5 settembre. Il ct della sua Nazionale Navalka lo ha regolarmente convocato per la sfida valevole per le qualificazioni europee contro la Germania e potrebbe farlo giocare dal primo minuto.

SOUSA. Il sostituto di Joaquin, che intanto ha fatto ritorno al Betis dove è stato accolto come un re dai suoi tifosi, si metterà dunque solo la prossima settimana a disposizione di Paulo Sousa, che invece ritroverà i giocatori viola che non sono partiti per le rispettive selezioni questa mattina dopo 3 giorni di riposo.

GENOA. Difficile pensare a un impiego dell’ex Dortmund contro il Genoa sabato 12 settemrbe alla ripresa del campionato dal primo minuto, ma magari potrebbe esordire al Franchi, già pronto ad adottarlo, a partita in corso.

BIOGRAFIA. Kuba è infatti un giocatore particolare, di quelli che si fanno amare dai tifosi. Non foss’altro che per la sua travagliatissima infanzia. Quando aveva 11 anni ha assistito a un epdisodio che nessun bambino vorrebbe mai vivere: il padre accoltellò a morte la madre davanti ai suoi occhi. Per questo ha confidato: “Ogni volta che segno penso alla mamma che mi aiuta dall’alto. Papà non lo perdonerò mai. Mi hanno aiutato mia nonna e la fede”.

AMORE. Sousa crede in lui e in un completo recupero. Conoscendo i fiorentini, se tornerà a sfornare i numeri sulla fascia destra con cui ha fatto spesso ammattire le difese di mezza Europa, sono già pronti ad eleggerlo tra i propri idoli, gente che ha avuto sempre a che fare con dolore e infortuni: da Antognoni a Baggio fino a Giuseppe Pepito Rossi.

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