In allerta il sistema di sicurezza italiano

Terrorismo: gli jihadisti per arrivare in Europa seguono le rotte dei migranti

di Paolo Padoin - - Primo piano

Stampa Stampa
Un'imbarcazione carica di migranti

Un’imbarcazione carica di migranti

ROMA – L’Antiterrorismo ste seguendo alcuni gruppi di presunti jihadisti che sono approdati nel nostro Paese per consentire allo Stato islamico di posizionarsi sul territorio, organizzare azioni e reclutare nuovi mujiaheddin. Partirebbero dalla Libia, dove il caos nel quale è sprofondato il Paese consente alle varie fazioni e alle bande di contrabbandieri di smistare in Occidente gente in cerca di un futuro dignitoso, ma anche terroristi. Tebu, Al Megarha, Misurata e Awlad Sliman. Sarebbero i nomi di alcune delle più importanti e potenti tribù libiche che gestiscono il traffico di immigrati insieme agli scafisti e ai terroristi dell’Isis, entrati nel business da quasi un anno. Trafficanti che si infiltrano tra i disperati per mettere piede in Europa.

Giungono in numero limitato per mimetizzarsi meglio (secondo gli investigatori due persone al massimo con i barconi considerati «più sicuri», quindi non di frequente), ma già l’intelligence nazionale ha individuato alcuni soggetti a rischio sul territorio italiano. Sono sbarcati senza documenti e dichiarando generalità false. La loro intenzione, secondo chi indaga, sarebbe quella di restare in Italia «in attesa di ordini».

I clandestini che arrivano in Libia per poi passare il Mediterraneo con i barconi e approdare in italia, passano nelle mani di spietati gruppi, a volte anche di contrabbandieri, in accordo con le tribù e con lo Stato islamico. Le migliaia di immigrati stipati nei camion, se riescono a sopravvivere all’attraversamento del Sahara, vengono poi dirottati verso il nord della Libia, Tripoli e Bengasi, da cui proveranno ad imbarcarsi verso l’Italia. Un percorso che spesso si rivela mortale per molti di loro, costretti a pagare migliaia di euro ad ogni tribù o banda che gli consenta di attraversare un pezzo di territorio libico, dove gli scafisti e l’Isis allestiscono le carrette del mare con destinazione Italia.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.