L'appello di Italia, Francia e Germania all'Unione Europea

Immigrazione, foto choc: bimbo morto sulla spiaggia turca e i profughi marchiati a Breclav

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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bimbo

BRUXELLES – La situazione dei migranti che invadono l’Europa diventa sempre più esplosiva e l’Ue sembra incapace di farvi fronte con efficacia. Undici profughi siriani, tra cui tre bambini, sono morti e cinque risultano dispersi in seguito a due naufragi avvenuti nel mar Egeo, al largo delle coste turche. L’immagine choc del corpo di un bimbo raccolto da un agente sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, scuote il mondo.

EUROPA – La diplomazia europea si muove in vista del vertice del 14 settembre. Italia, Francia e Germania vogliono «una forte risposta» Ue sul fronte dell’immigrazione. Lo chiedono Paolo Gentiloni, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius, che hanno inviato un documento comune all’Alto Rappresentante Federica Mogherini con la richiesta che dell’argomento si discuta il 4-5 settembre a Lussemburgo. L’Europa deve «proteggere in modo umano i rifugiati che hanno diritto di protezione, a prescindere dal paese Ue in cui arrivano», sostengono i tre ministri. Ecco perché i tre paesi sottolineano che servono «procedure, istituzioni e standard condivisi armonizzati in Europa».

MARCHIO – A Breclav, Repubblica Ceca, al confine con l’Austria, la polizia sta invece segnando i migranti in arrivo in treno: agenti muniti di guanti e pennarelli scrivono sul braccio, anche dei bambini, il numero del convoglio e del vagone di provenienza. Immagini che evocano periodi bui della storia d’Europa e che hanno suscitato polemiche. «Il buio della mente può tornare – sottolinea il ministro dell’Interno Angelino Alfano – Stiamo inseminando l’Europa del virus e del germe del razzismo e della xenofobia». Servono, ribadisce «diritto d’asilo europeo e rimpatrio europeo».

EMERGENZA – Speriamo che l’emergenza infinita spinga i Paesi più insensibili, soprattutto la Gran Bretagna e quelli del Nord e Est Europa, a cambiare atteggiamento nei confronti dell’immigrazione e ad accettare di collaborare con gli altri Stati membri dell’Ue per organizzare un’accoglienza e un’integrazione decente ai profughi che ne hanno diritto. Per gli altri si ricorra a rimpatri ed espulsioni celeri senza intoppi e lungaggini burocratiche come avviene normalmente in Italia.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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