Proposta anche la sospensione del trattato di Dublino

Immigrazione: l’UE verso l’obbligo dell’accoglienza e della ripartizione dei migranti. Sanzioni agli Stati inadempienti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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calais_migranti_afpBRUXELLES – Dopo la richiesta dei ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania di stabilire «un’equa ripartizione dei rifugiati» e nuove norme sul diritto d’asilo, la Commissione starebbe già elaborando una proposta che prevede la sospensione di fatto del Trattato di Dublino, con la ricollocazione obbligatoria per i paesi membri, rivedendo la cifra di 40mila avanzata a suo tempo. E poichè gli obblighi sono destinati a non essere adempiuti senza sanzioni, la Ue sta stilando una serie di sanzioni pesanti per gli Stati che si tirano indietro. Con il ricavato di queste sanzioni, ovviamente pecuniarie, verrebbe creato un fondo europeo per risarcire gli Stati più ‘generosi’ sul fronte migratorio.

La nuova Agenda della Commissione, influenzata dagli eventi recenti, rivoluziona il progetto licenziato a luglio dai capi di Stato e di governo e boccia il sistema di “volontarietà”. La sospensione del Trattato di Dublino contempla la possibilità di un meccanismo di redistribuzione permanente dei richiedenti asilo sulla base di nuovi criteri rispetto alle quote fissate ad aprile. Anche il numero dei migranti da ricollocare (erano 40mila) crescerebbe, ma il nodo fondamentale è che adesso verrà introdotto l’obbligo per tutti i paesi Ue di accogliere i profughi, con sanzioni pesanti per quanti scegliessero di rifiutare la politica comune. Chi non accoglie paga. Dopo l’apertura del nuovo fronte di crisi, nei Balcani, inoltre, anche l’Ungheria verrebbe inclusa nel piano di redistribuzione, insieme ad Italia e Grecia. La proposta della Commissione sarà presentata probabilmente il prossimo 8 settembre

Potrebbe essere questa la soluzione ideale del problema, che porti a superare gli egoismi nazionali che imperano all’interno dell’Unione. Con un solo dubbio: il punto debole della primitiva Comunità europea era proprio quello di non avere carabinieri o poilziotti da inviare negli Stati per far rispettare le sue decisioni. Tutto si fondava sulla ‘moral suasion’. Ma i tempi sono cambiati, l’Europa si è allargata anche troppo, i vincoli dei Trattati non prevedono sanzioni particolarmente pesanti per chi sgarra, il legame principale è rimasto solo quello dell’impegno morale a mantenere la parola data. Ma di questi tempi pochissimi, non soltanto fra i nostri governanti, ma anche fra i cittadini europei, tengono fede agli obblighi morali. Ed è uno dei motivi principali di decadenza della nostra società.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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