Quando il procedimento sarà terminato oltre metà dei precari sarà trasferito fuori sede

Scuola: assunzioni. Il sindacato Anief smentisce il ministro. Procedure fallimentari

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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Renzi-Giannini

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ROMA – “Il piano di assunzioni della riforma è fallito: quando saranno portate a termine anche le 55mila assunzioni della fase C  (potenziamento), il Ministero dell’Istruzione avrà immesso in ruolo circa 80mila precari rispetto alle 103mila assunzioni previste e alle 150mila iniziali, ma soprattutto la metà di loro dovrà trasferirsi di regione, in gran parte ancora dal Sud al Nord”. A dirlo è stato
oggi Marcello Pacifico, presidente Anief, nel corso del primo dei seminari sugli effetti della riforma organizzato a Roma dal sindacato.
“In pratica – ha detto Pacifico – a oggi sono 7mila su 38mila i precari costretti a fare le valigie. Ma con l’organico di potenziamento, che i collegi dei docenti dovranno proporre nelle prossime settimane, secondo le nostre previsioni ne arriveranno almeno altri 30mila. Con il risultato che un docente su due neo-assunto, quasi la metà degli 80mila complessivi, sarà trasferito d’ufficio: il ministro si è piccato perché abbiamo utilizzato il termine ‘deportazione’ dei precari, ma di fatto questo sta avvenendo”.
“C’è però dell’altro: il precariato doveva scomparire, ci ha detto per un anno il Governo. Invece – ha continuato il presidente Anief – rimarrà vivo e vegeto: nelle GaE rimarranno ben 70mila precari e nelle graduatorie d’Istituto altri 100mila abilitati. Ribadiamo che tutto ciò è assurdo, dal momento che dalle fasi finali del piano sono stati di fatto esclusi i docenti della scuola dell’infanzia delle stesse GaE, per i quali
ci sono decine di migliaia di posti vacanti e altrettanti abilitati. Con il risultato che le graduatorie a esaurimento non saranno affatto svuotate. Per non parlare di quelle d’istituto, clamorosamente ignorate dal piano di assunzioni della legge 107 del 2015.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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