Clamorosa presa di posizione del sindaco

Firenze, Nardella: «Voglio la moschea perché porterà più sicurezza in città»

di Domenico Coviello - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Il sindaco di Firenze, Dario Nardella

A sinistra il sindaco di Firenze, Dario Nardella

FIRENZE – «La realizzazione della moschea a Firenze è una risposta al problema della sicurezza e ai timori dei cittadini». Così, oggi 9 settembre, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, è intervenuto nell’infinito dibattito che si trascina da anni sulla realizzazione di un luogo di culto adeguato che i circa 30 mila fedeli musulmani presenti nel capoluogo toscano e in provincia attendono da anni.

A oggi a Firenze la moschea è uno stanzone in Borgo Allegri, a due passi dalla centralissima piazza dei Ciompi, del tutto insufficiente a soddisfare le richieste dei fedeli, costretti a turnare in numero di 500 persone a volta per effettuare i riti della preghiera.

«I musulmani – dice Nardella facendo appello a una sorta di realpolitik del caso -, se non hanno una moschea, non è che non pregano: pregano ovunque, anche nei luoghi meno adatti e in modo incontrollato. Noi continuiamo a dare disponibilità perché sia individuata un’area dove sia realizzato questo luogo di culto, ovviamente non a spese delle istituzioni pubbliche, ma di chi lo realizza: il diritto di pregare è sacrosanto».

«Le idee ce le deve dare chi vuole realizzare questo luogo – ha proseguito il sindaco -. Noi valuteremo se sono adeguate o no, in base alle esigenze dei cittadini all’impatto sul territorio. E soprattutto in base alla controllabilità: la presenza di un luogo di culto consente a istituzioni e forze ordine di controllare meglio che questo luogo sia esclusivamente di preghiera e non svolga anche attività improprie o pericolose per la comunità».

Come già spiegato da FirenzePost all’inizio di quest’anno, le trattative fra Palazzo Vecchio e la comunità islamica fiorentina diretta dall’imam palestinese Izzedin Elzir, adesso anche presidente nazionale dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche d’Italia, si sono intensificate. In un primo momento l’imam era ottimista che una soluzione per la nuova moschea fosse a portata di mano entro il febbraio 2015 ma ciò non è avvenuto. Del resto la questione è annosa, e, sempre nel febbraio scorso, il cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, si era detto favorevole alla costruzione di una nuova, grande moschea: «Non è certo la chiesa cattolica che ostacolerà la nascita di una moschea, o di due moschee, a Firenze», aveva dichiarato.

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Domenico Coviello

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