Il primo intervento a tutto tondo del Presidente

Strasburgo, Parlamento UE: Juncker discorso sullo stato dell’Unione centrato sull’immigrazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Claude Juncker

Claude Juncker

STRASBURGO – Il primo discorso sullo stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo di Claude Juncker, Presidente della Commissione Ue, è un discorso improntato all’autocritica per le istituzioni, l’ammissione del fatto che si deve e si vuole fare di più, almeno a parole. «La situazione non è buona: c’è mancanza di Europa in questa Unione Europea e mancanza di unione in questa Unione europea. Questo deve cambiare ora e dobbiamo lavorare insieme».

IMMIGRAZIONE – Passa subito al tema più attuale, quello dell’immigrazione. «Non è il momento di avere paura, ma è quello di un’azione concertata fra gli stati e l’Unione». E’ qui che suona la carica perché si approvi la nuova azione sui migranti. «Basta retorica, adesso serve l’azione». Grecia e Italia sono tra gli stati più colpiti dalla crisi dei profughi. «I numeri sono impressionanti. «La Commissione Ue propone un meccanismo di redistribuzione permanente che ci permetterà di affrontare situazioni di crisi in modo più agevole in futuro». «Questa Commissione non abolirà il Trattato di Schengen». «La lista dei Paesi sicuri non cancella la Convenzione di Ginevra e il diritto di asilo». «Non c’è religione o filosofia che conti quando si deve aiutare un rifugiato».

STATI UE – «Mi appello agli stati membri affinchè adottino il ricollocamento di 160mila profughi al prossimo consiglio dei ministri interno. Spero non ci sia retorica, abbiamo bisogno di fatti». «La Commissione Ue viene additata di non fare le cose bene quando le cose in patria non funzionano. Questo scaricabarile, non aiuta rifugiati». Poi Juncker sottolinea: «È necessaria un’agenda comune per agire». Aspettando l’importante riunione dei ministri europei in programma il 14 settembre a Bruxelles in tema d’immigrazione.

REGOLE – «Gli standard europei, le regole sulla migrazione ci sono. Ma sono gli Stati membri che non le hanno applicate. Ora devono rispettarle: è in gioco la credibilità dell’Europa». «Dobbiamo accettare le persone in fuga dall’Isis su territorio europeo. È arrivato il momento di passare all’azione per gestire la crisi dei rifugiati e non c’è soluzione alternativa».

ECONOMIA – Meno drammatici i toni sull’Economia. Juncker si felicita per la Grexit che non c’è stata, «non ci poteva essere», sottolinea. Ora invita il governo di Atene, qualunque esso sia, a rispettare gli impegni, «perché questa volta la reazione dell’Ue sarà diversa». L’accento cade sull’occupazione che ancora è poca, sulle riforme da fare, sui conti da tenere imbrigliati perché «la crisi non è finita». Il passo a chiedere «un governo dell’Economia» è breve. le regole economiche «devono essere scritte dei Trattati». Sì al salario minimo europeo. Sì a un Tesoro per l’Unione.

E conclude con un afflato di speranza: «Il mondo sarebbe migliore se noi fossimo migliori. Ma sarebbe peggiore senza l’Europa. Non arrendiamoci. Andiamo avanti».

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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