Presentate le linee guida

Toscana, cinghiali e ungulati: sono più di 400 mila. Arriva una legge per regolamentarli

di Redazione - - Cronaca

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Caccia al cinghiale

In Toscana si stima la presenza di 200 mila cinghiali

FIRENZE – «Attuare una riforma urgente della normativa regionale e dei regolamenti venatori, fondata sull’attuazione di una efficace politica di contenimento degli ungulati».

Così, nel corso di una comunicazione al Consiglio regionale, l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Remaschi, ha affrontato il tema del proliferare nei boschi e sul territorio della Toscana dei cinghiali, il cui numero è fuori controllo e crea notevoli problemi all’agricoltura.

La Giunta regionale presenterà al Consiglio una proposta di legge obiettivo, della durata di 3 anni, per regolamentare la situazione: in Toscana, la regione più boscosa d’Italia (il 60% del territorio è boschivo) si calcolano 200 mila cinghiali, 200 mila caprioli8 mila daini e 4 mila cervi.

Sul tema, Remaschi ha scritto al ministro Maurizio Martina, per sollecitare anche una revisione nazionale della normativa, «in quanto – ha spiegato – la legge vigente, del ’92, è stata realizzata in un momento in cui la diffusione di questi animali non costituiva ancora un problema».

Centrali, ha annunciato, nella proposta di legge, «l’attivazione di un nuovo rapporto con Ispra, improntato sulla massima collaborazione fra istituzioni; la richiesta di discussione dell’argomento in conferenza Stato/Regioni; riunioni apposite con ministero dell’Ambiente e Mipaf».

La Regione, secondo questa normativa, avrà «gestione diretta dell’ambito, provvedendo alla revisione della dislocazione delle aree vocate e non vocate alla presenza del cinghiale, nel prossimo piano faunistico venatorio regionale da gestire secondo le linee guida per la gestione degli ungulati redatte da Ipsra; alla revisione delle zone problematiche per le quali andranno individuate modalità gestionali che, pur seguendo le linee guida Ispra, possano prevedere, a seconda delle densità e dei livelli di rischio, ulteriori modalità di prelievo; controllo della fauna anche in assenza del danno conclamato, su richiesta dell’agricoltore nel momento in cui ritenga, date le presenze degli ungulati, che le sue coltivazioni siano a rischio».

Riguardo agli ungulati «non possiamo non farci carico di un problema che le aziende agricole ci pongono, i dati parlano da soli» ha sottolineato in Consiglio regionale il governatore Enrico Rossi. «Questo aumento della popolazione degli ungulati è un problema anche per gli stessi boschi – ha aggiunto – un problema tale da modificare anche la natura dei luoghi. Siamo per il rispetto di tutti gli animali, e nel corso di questa legislatura lo dimostreremo, ma non ci si può sottrarre alla responsabilità di riportare in equilibrio una situazione che dall’equilibrio è sfuggita. Il mondo dell’agricoltura va tutelato. E con il mondo venatorio servono patti chiari e regole certe. Inoltre esistono problemi di sicurezza ed anche di protezione del paesaggio»

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