Presentato l'attaccante devoto di Papa Woityla

Fiorentina, ecco Kuba: «Pronto a giocare subito». E Rogg recita il mea culpa (per un colpo di mercato mancato e oltre …)

di Massimiliano Mugnaini - - Sport

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Kuba Błaszczykowski con la maglia numero 16

Kuba Błaszczykowski con la maglia numero 16

FIRENZE. Si avvicina la partita contro il Genoa (designato Doveri di Roma come arbitro) che sarà presentata venerdì 11 settembre dal tecnico Paulo Sousa in conferenza stampa alle 13, ma in casa Fiorentina oggi è stato il giorno della presentazione di Błaszczykowski, che si dice pronto a esordire già sabato pomeriggio con la squadra di Gasperini.

CONDIZIONI. «E’ vero, nell’ultimo anno ho giocato poco per la rottura del legamento del ginocchio e anche per un successivo problema muscolare, ma sto bene. Ho solo bisogno di giocare anche perché ultimamente mi sono anche allenato molto. Mi sento pronto, anche se poi tutte le decisioni – compresa quella sulla mia posizione in campo – le prenderà il mister».

SOUSA. Già, Sousa. Il tecnico portoghese ha auvto un ruolo importante per l’arriva di Kuba. «Abbiamo avuto un primo contatto a Dortmund perche il mister ha seguito alcuni miei allenamenti quando ero in Germania: posso dire solo cose buone di lui».

SERIE A. Kuba viene dalla Bundesliga, uno dei tornei europei che va per la maggiore, mentre la serie A ultimamente ha perso appeal. «Ogni campionato ha le sue caratteristiche specifiche: nelle mie esperienze ho imparato molto, sono certo di imparare in fretta perché non sono più giovane ed inesperto. Comunque dal punto di vista tattico, quello italiano resta un torneo di primissimo ordine.

PAPA. Per volere dell’ufficio stampa, le domande personali a Błaszczykowski sono bandite quindi nessun commento sulla sua infanzia difficile con la morte della madre per mano del padre sotto i suoi occhi, ma sono una concessione sulla sua grande fede, grazie principalmente a Papa Woityla, suo illustre connazionale. «Sono già stato in Vaticano, per noi polacchi papa Giovanni Paolo è stata una fonte di grande ispirazione: voglio portare presto con me la mia famiglia a Roma per bissare la visita».

ITALIANO. Intanto studierà l’italiano: a giudicare dall’occhio vispo non dovrebbe metterci più di tanto a impararlo, anche se per ora sa dire solo “Buonasera” e “Forza viola”, una frase che sicuramente piacerà ai tifosi, già pronti ad eleggerlo come nuovo idolo.

ROGG. Alla gente è piaciuta meno la campagna acquisti della società, di cui oggi ha parlato il direttore generale Andrea Rogg, intervenuto in sala stampa per presentare il polacco ex Borussia Dortmund: «E’ un giocatore importante che aiuterà il nostro gruppo a crescere: siamo lieti abbia accettato la nostra proposta».

MONTE INGAGGI. Al di là delle consuete frasi di rito, la presenza di Rogg è stata però importante principalmente per fare chiarezza sul monte ingaggi, quest’anno molto ridotto. «In realtà è stato abbassato del 17%, abbastanza distante da quello che si è sentito dire come 30 o 40%. Nel monte ingaggi vanno considerati i rinnovi contrattuali come Babacar, Berndeschi, Diakhate. Sono partiti diversi giocatori importanti, ma ne sono arrivati altri».

PEPITO. A breve, peserà meno anche l’ingaggio di Rossi, che a un millimetro dall’accettare una decurtazione dello stipendio fisso, con un aumento invece della parte variabile, legata a bonus e obiettivi: segno evidente che si sente pronto per tornare a dare molto sul campo. «Siamo molto contenti per quello che è stato fatto con Giuseppe che è stato riconoscente alla società che lo ha aspettato per 18 mesi», il commento di Rogg.

DELLA VALLE. Che nel ribadire per l’ennesima volta come i Della Valle non abbiano nessuna intenzione di farsi di parte che – parole sue – continua a inseguire traguardi importante, nonostante le prese di posizione polemiche di una parte della tifoseria. «Dispiace perché tutti nella società vivono e lavorano tantissimo per vedere la gente felice: vedere striscioni e mazzi di fiori rende tristi, anche se nelle storie d’amore, succede».

MILINKOVIC. Difesa d’ufficio a parte, Rogg fa però anche un mea culpa. «Ho sbagliato con Milinkovic-Savic. Sono stato un giorno e mezzo a Genk ed avevo una cartellina con un contratto firmato dalla proprietà. Sarei dovuto restare lì per convincere il ragazzo, che si diceva entusiasta ma non ha mai firmato. Abbiamo sbagliato a farlo venire a Firenze, sarebbe dovuto andare o a Novara o a Padova: ho fatto esporre la società per un mio errore». Apprezzabile.

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Massimiliano Mugnaini

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