Polemiche per gli striscioni della Fiesole che attaccano la società

Fiorentina, che batticuore! Genoa battuto (1-0) con gol di Babacar e sofferenza dopo l’espulsione di Badelj. Pagelle

di Sandro Bennucci - - Primo piano, Sport, Top News

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Fiorentina-Genoa 1-0: una vittoria firmata Babacar. Ma conservata dalla gran compattezza di tutta la squadra

Fiorentina-Genoa 1-0: una vittoria firmata Babacar. Ma conservata dalla gran compattezza di tutta la squadra

FIRENZE – Che sofferenza negli ultimi venti minuti! Genoa all’attacco a testa bassa cercando di pareggiare il bel gol di Babacar (15’) , Fiorentina in dieci per l’espulsione di Badelj per doppia ammonizione e viola stretti in difesa. Capaci di resistere e di non perdere mai la concentrazione come nel minuto fatale della partita di Torino. E allora ecco la seconda vittoria del campionato, una vittoria con il batticuore, figlia della forza di volontà: prima nel trovare un gol che non voleva venire. Eppoi conservando l’esile vantaggio con una grinta e una compattezza difensiva degne di grande elogio. Pepito Rossi non ha fatto faville, però nell’azione che ha portato al calcio d’angolo dal quale è scaturita la testata vincente di Babacar c’è stato anche il suo tocco. Va rivisto, certo. Ma non cedo a chi vorrebbe bollare la sua prestazione con un 5,5. No, Pepito merita ampiamente la sufficienza per l’approccio alla partita. Deve giocare, deve trovare l’affiatamento con gli altri: i suoi suggerimenti illuminanti dovranno trovare, d’ora in avanti, compagni pronti a scattare e a sfruttarli. Pepito Rossi ha dimostrato di reggere l’impatto con il campo e con la partita. Deve ritrovare il ritmo perduto in 15 mesi di stop. Ma lui lo vuole. Credo che si possa aspettare con fiducia. Sì, quella fiducia da consigliare a tutto l’ambiente, che ora si sta dividendo per via degli striscioni di contestazione esibiti dalla curva Fiesole. Polemiche da mettere da parte. Per applaudire una squadra tosta, che merita appunto fiducia.

LEONI – Per il resto, ho visto una Fiorentina gagliarda anche se “nuova”. Nel senso che Paulo Sousa ha cambiato volto alla squadra. Per risparmiare forze in vista del debutto in Europa League? Soprattutto perché c’era bisogno di far riposare gli argentini, Gonzalo e Roncaglia, reduci da una faticosa trasferta. Eppoi perché voleva vedere insieme Rossi e Bernardeschi. E vecino (così e così) a metà campo. Viola con i collegamenti … slegati nel primo tempo. Ma assolutamente compatti da metà ripresa in poi, quando si è trattato di difendere con i denti un risultato esile ma importantissimo. Ecco, se i tifosi volevano 11 leoni, come hanno scritto nel loro striscione, diciamo che sono stati accontentati. La manovra limpida e il bel gioco verranno. Tanto la classifica mostra 6 punti. E senza la distrazione di Torino…

SOUSA – Fa caldo: almeno 30 gradi nel catino del Franchi. Comincia con la solita bordata di fischi al brutto inno voluto dalla Lega di serie A. Che fa sfumare il “garrisca al vento il labaro viola” del magnifico Narciso Parigi. Poi l’attenzione va sulla formazione viola: rivoluzionata. Indietro mancano Gonzalo Rodriguez e Roncaglia, tornati stanchissimi dall’impegno con la nazionale dell’Argentina. Così debutta Astori e viene inventato Alonso centrale. A metà campo la novità Vecino, al fianco di Borja e Badelj. Davanti la mossa di coraggio: Babacar preferito a Kalinic, ma soprattutto, sulle ali, Bernardeschi e Pepito Rossi, che gioca dall’inizio dopo 15 mesi. Bentornato! E allora? Vai Paulo Sousa, che di fegato ne hai! Non badi a coprirti e vuoi una squadra frizzante e motivata. Il Genoa ha tanti semisconosciuti ma non va sottovalutato. Il primo tiro in porta (5’) è del Genoa, Ntcham, deviato da uno stinco viola. La Fiorentina replica (9’) con uno spunto di Borja per Badelj che trova Babacar in area: la conclusione è precipitosa è lontana dalla porta.

STRISCIONI – I viola ripartono. Tomovic va via sulla destra: dietro Capel lo stende. Ammonito giustamente. E’ una Fiorentina a fisarmonica: arretra e si distende. Bernardeschi arretra spesso fino al limite dell’area a dare una mano. Si sacrifica in un gioco oscuro. Sembra utile. E dietro pare esserci comunque compattezza: Astori fa il centrale vecchia maniera. Improvvisamente la Fiesole fa spuntare gli striscioni. Nel primo il soggetto sottinteso sono i Della Valle: “Mandate Pradè, ma la vostra faccia dov’è?”. E ancora: “20 mila abbonamenti meritano rispetto…”. Infine una sollecitazione alla squadra: “11 guerrieri con il coltello fra i denti, vogliamo una squadra di combattenti. Basta fair play: o palla o gamba”. I giocatori rispondono anche se la manovra non è fluida. Troppi passaggi orizzontali: sembra si sia tornati al gioco di Montella. Borja Valero (28’) avrebbe la palla buona appena dentro l’area ma anche lui sbaglia completamente al momento del tiro. Il Genoa è rozzo e tenace. Tecnicamente modesto, ma Gasperini incita i suoi a buttarsi sulla palla con foga. Ci vorrebbe qualche giallo in più da parte dell’arbitro.

ROSSI – Pepito Rossi si muove poco, però il tocco è raffinato. Il problema è che ancora i compagni non lo conoscono bene e non sfruttano al meglio suggerimenti illuminanti. Infatti il difetto più evidente di questa squadra con tanti innesti nuovi, e quindi sostanzialmente improvvisata, è che manca, comprensibilmente, l’affiatamento. Anche fra reparto e reparto. Rischiano, i viola al 43’: Borja subisce un fallo ma l’arbitro non ferma il gioco. Palla lunga per Pandev che però colpisce male e la manda alta con Tatarusanu dfuori dai pali. Uff! Pandev, lento e spesso dai movimenti prevedibili, rimedia la fischiata. Finisce il primo tempo. Un giudizio? Così così. Manovra fiacca, ma ripeto: anche perché non ci sono automatismi dovuti alle troppe novità in formazione. Avvio di ripresa senza sussulti, quasi una noiosa continuità dei primi 45’. La Fiorentina si muove meglio e il Genoa picchia per cercare di colmare la differenza tecnica ora assai evidente. Occasione per Pasqual (12’) dopo un’azione in cui mette lo zampino Pepito, ma il tiro è fuori di un metro abbondante.

BABACAR – Batti e ribatti il gol arriva: Pepito Rossi guadagna un calcio d’angolo. d’intuito. Batte Borja Valero, saltanto in quattro davanti al portiere Lamanna, ma è Babacar a inzuccare felicemente mandando dentro. Gol. Viola meritatamente in vantaggio. E’ il 15’ del secondo tempo. Ora non bisogna perdere la concentrazione, come dovrebbe aver insegnato il famigerato minuto di distrazione della partita di Torino. Paulo Sousa cambia: concede la standing ovation a Pepito, sostituendolo con Kalinic e permettendogli di uscire fra applausi e grida. Poi altro giro di chiave, per sicurezza. Fuori anche il goleador Babacar e dentro appunto un chiavistello supplementare: Mario Suarez. Si sposta sulla fascia sinistra Borja Valero, a coprire la zona che era stata di Pepito. Il Genoa s’avventa all’attacco, ma rischia sulle ripartenze della Fiorentina. Gasperini gioca la carta Perotti, il rossoblù forse di maggior classe.

KUBA – Poco dopo Borja resta a terra dolorante. Riprende a giocare, ma Paulo Sousa fa l’ultima mossa: il debutto di Blaszczykowski. Un tormento scrivere questo nome. Lo chiameremo con il nomignolo, Kuba, lanciando un affettuoso pensiero a un grande amico scomparso conosciuto a Firenze con lo stesso nome: don Cuba, Danilo Cubattoli, prete dei carcerati e figura capace di eccezionali gesti di solidarietà. In San Frediano e in tutta Firenze. Il Cuba polacco entra nel momento di maggior sofferenza della Fiorentina. Che rimane in dieci per l’espulsione di Badelj. Il Genoa preme e costringe i viola a salvarsi calciando via, davvero alla “viva il parroco”. Poi è lui, Kuba, a tentare una buona ripartenza, ma si allunga troppo il pallone quando è ormai vicino all’area genoana. I rossoblù insistono. Gasperini va avanti e indietro nel suo rettangolo, sembra indemoniato. La porta viola è un fortino assediato. Astori e Alonso si battono come leoni. Cinque minuti di recupero. Una sofferenza! L’esperienza di Mario Suarez e Kuba diventa preziosa: tengono la palla e fanno scorrere il tempo. Ora i viola sono concentrati e attenti: si battono e tirano su un muro. Dove il Genioa sbatte e rimbalza. Uscendo dal Franchi battuto.

Fiorentina - Genoa

Fiorentina (4-3-3) Genoa (3-4-3) 
Tatarusanu6,5Lamanna6
Tomovic6De Maio (nel st dal 28' Perotti, 6)6
Astori6,5Burdisso6
Alonso6,5Izzo6
Pasqual6Cissokho5
Badelj6Rincon5,5
Borja Valero (nel st dal 35' Blaszczykowski, 6,5)6,5Tino Costa (nel st dal 10' Dzemaili, 5,5)6
Vecino5,5Laxalt6
Rossi (nel st dal 17' Kalinic, 6)6Diego Capel (nel st dal 31' Lazovic, sv)5,5
Babacar (nel st dal 20' Suarez, 6,5)6,5Pandev4,5
Bernardeschi6Ntcham5,5
All. : Paulo Sousa7All. : Giampiero Gasperini6,5
Arbitro:Doveri di Roma6,5
Marcatori:nel st al 15' Babacar
NoteEspulso: Badelj per doppia ammonizione. Ammoniti: Capel, Vecino, Badelj, Rincon, Tomovic. Ntcham, Tino CostaSpettatori: 30.048 (di cui 20.775 abbonati) per un incasso totale di 484.953 euro

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

    |

    I tre punti fanno sempre comodo, però, ieri sera, mi sembrav di essere tornato ai tornei aziendali che si giocavano al vecchio Padovani, con pedate a volontà e rimandi a casaccio. Comunque mi sono consolato vedendo la Juve, che senza il rigore concesso benevolmente, avrebbe perso anche ieri. Domanda: ma Pogba vale 100 milioni?

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