Botta e risposta fra i sindacati e il sindaco Nardella che difende la legge renziana

Scuola: 15 settembre, primo giorno senza lezioni. Assemblee del personale a Firenze e in altre città della Toscana

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Classe-scuola

FIRENZE – Il 15 settembre prossimo, martedì, primo giorno dell’anno scolastico in Toscana,  si terranno assemblee del personale delle scuole di Firenze e di molte altre città. L’iniziativa è stata indetta da Flc-Cgil, Cisl Scuola, Snals-Confsal, Gilda-unams e Cobas Scuola che hanno convocato l’assemblea di tutto il personale di città e provincia, docente e non, all’Obihall (ore 8-12). I sindacati criticano la riforma del governo, soprattutto per quanto riguarda le modalità di immissione in ruolo, le funzioni attribuite al dirigente scolastico, il meccanismo di valutazione. Firenze non sarà l’unico capoluogo che avrà un’assemblea del personale della scuola il 15 settembre: iniziative identiche sono in programma anche a Lucca e Massa. MentreLivorno e i suoi territori “spalmeranno” le assemblee nei primi quattro giorni di scuola, dal 15 al 18 settembre tre ore al giorno. Negli altri capoluoghi ci saranno iniziative analoghe nei giorni successivi al 15 settembre. Qualche dirigente scolastico si è già organizzato per far fronte alle difficoltà. La dirigente del Liceo statale Enriquez di Livorno il 3 settembre ha indirizzzato una lettera al personale chiedendo di far conoscere alla segreteria, entro il 12 settembre, la propria adesione allo sciopero.

CATTEDRE – intanto il Ministero dell’Istruzione fa sapere che, a livello nazionale, i docenti hanno avuto tempo fino alla mezzanotte dell’11 settembre per accettare la cattedra. In 8.532 hanno detto sì, oltre il 97%. In 52 hanno rinunciato esplicitamente, 192 non hanno risposto e, dunque, in base alla legge 107, risultano anch’essi rinunciatari. In Toscana delle 686 proposte ne sono state accettate 652, 12 le rinunce, 22 le non accettazioni.

DISAGI – Ci saranno disagi per gli alunni e per le famiglie. In assenza di professori e personale amministrativo ed esecutivo le scuole non possono funzionare e quindi i ragazzi non possono entrare nelle aule. Le famiglie dunque dovranno prendere provvedimenti per mettersi in grado di collocare gli alunni più piccoli, mentre quelli più grandicelli saranno soddisfatti di avere un giorno (insperato) di vacanza in più.

NARDELLA – L’assemblea del personale convocata il primo giorno di scuola ha scatenato la reazione del sindaco di Firenze Dario Nardella, che la giudica “un fatto inaudito, incredibile, un autogol per gli stessi sindacati che evidentemente non hanno davvero a cuore la scuola. Trovo che sia assolutamente sbagliato. I sindacati, in questo modo, non accettano e non raccolgono la sfida del loro rinnovamento, ma praticano vecchi metodi per problemi nuovi.”

SINDACATI – Immediata la replica dei sindacati, che osservano: “Ricordiamo al Sindaco che nel 2010 abbiamo fatto un’identica iniziativa, sempre il primo giorno di scuola, a cui portò il suo sostegno l’allora assessore del Comune Rosa Maria Di Giorgi, oggi senatrice del PD, perché condivideva le nostre posizioni sulla riforma Gelmini, di cui la Buona Scuola a firma Giannini non intacca l’impianto ordinamentale ma solo quello organizzativo, ridefinendo la scuola statale al di fuori dei confini della nostra Costituzione. Di Giorgi quel giorno ci disse: ‘La vostra lotta è la nostra lotta’. E in quel giorno, da Palazzo Vecchio nessuno si è sognato di contestare lo strumento legittimo dell’assemblea sindacale come avvio del primo giorno di scuola”. Nardella dovrebbe ricordare bene l’episodio perché di quella giunta faceva parte come vicesindaco, ma allora si contestava la riforma Gelmini, e quindi il Comune appoggiava la lotta dei sindacati, che oggi critica, visto che protestano contro la ‘buona scuola’ dell’ex sindaco Matteo Renzi.

SCUOLE – “Sul metodo dell’iniziativa, in quanto regolato dalle norme cui ci atteniamo sempre, in ossequio al principio di legalità, non accettiamo lezioni, e nel merito – aggiungono gli organizzatori – vorremmo far notare che non sono i sindacati a chiudere le scuole ma la Legge di stabilità 2015, che non consente di sostituire i collaboratori scolastici per i primi sette giorni neanche nei plessi in cui vi è la presenza di una sola unità, con conseguenti problemi per la sicurezza e addirittura il funzionamento delle scuole stesse”.

Al di là delle diatribe giuridiche e politiche, resta il fatto che l’Assemblea è organizzata da tutti i sindacati, confederali e autonomi, salvo la Uil ed è destinata a una larga partecipazione. Ragion per cui le scuole saranno mezze vuote e famiglie e ragazzi dovranno arrangiarsi. Se molti sceglieranno di non recarsi negli istituti, nella certezza di trovarli vuoti, se ne gioverà sicuramente il traffico, visto che la circolazione in molte zone è già resa difficile dai cantieri in atto. Vedremo che cosa accadrà il 15 settembre: noi prepariamo telefonino e pc per documentare – con foto e testimonianze – quanto avverrà effettivamente nel primo giorno di scuola e in quello successivo. Ma, in ogni caso, rischia di non essere un buon inizio per le riforma renziana.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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