L'Unione nel caos

Migranti e profughi verso l’Europa, la Germania ripristina i controlli alle frontiere

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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migranti

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BRUXELLES – Il Consiglio dei ministri dell’interno europei in programma oggi a Bruxelles potrebbe decidere un’ulteriore schiaffo all’Italia e alla Grecia, i paesi che sopportano da tempo il maggior peso dell’accoglienza ai migranti. Dopo che Juncker davanti al Parlamento europeo aveva espresso l’intenzione di arrivare a una ripartizione per quote obbligatorie, dopo che la cancelliera Merkel si è offerta di accogliere 500.000 profughi siriani (e solo quelli perché sono mano d’opera qualificata a basso costo) all’anno – lasciando il popolo dei barconi a Italia e Grecia -, dopo tante promesse, la bozza di conclusioni che la Presidenza lussemburghese ha fatto circolare ieri riporta tutti alla dura realtà.

GERMANIA – E la Germania, sopraffatta dall’enorme afflusso di profughi che transitano attraverso l’Austria, ha sospeso il Trattato di Schengen ripristinando i controlli alle frontiere comunitarie. Cosa che ha provocato lunghe code di auto e blocco della circolazione dei treni provenienti da Salisburgo. L’Italia non può fare altrettanto, se anche volesse, perché le frontiere del Mediterraneo richiederebbero imponenti squadre navali per attuare blocco e controlli.

CENTRI DI IDENTIFICAZIONE – L’Europa non è ancora concorde e solidale per l’accoglienza, i Paesi dell’Est temporeggiano, spariscono così obbligatorietà di ripartizione e sanzioni, ma viene solo confermato l’obbligo per la Grecia e per l’Italia di organizzare subito centri di identificazione tali da poter arrivare in tempi rapidi a dare un nome cognome e provenienza certa ai migranti che arrivano a migliaia.

RIPARTIZIONE – E’ stata infatti accolta la formula della ripartizione non vincolante dei rifugiati e rinviata la definizione delle modalità al Consiglio dell’8-9 ottobre. In compenso, si procede con determinazione sui controlli per chi arriva nell’Ue e si chiede l’istituzione «immediata» dei siti di registrazione all’europea (Hotspot) in Italia e Grecia, con la condizione che «le strutture di accoglienza siano organizzate per ospitare le persone sino a che una decisione rapida sia presa sulla loro situazione».

HOTSPOT – Per quanto riguarda quest’ultimo punto la bozza definisce «cruciale» che i centri di accoglienza Ue previsti in Italia e Grecia siano «immediatamente operativi» per accelerare il processo di identificazione e registrazione dei migranti. «Gli Stati invieranno subito i funzionari di collegamento», rileva la bozza. Aiuteranno italiani e greci a sbrigare le pratiche nei nuovi siti, dove i migranti saranno uomini liberi, ma «custoditi» sino a che il loro futuro non sia definito. Come al solito tutto il peso e gli svantaggi rischiano in questo modo di ricadere sull’Italia, con qualche leggero ausilio degli altri Stati a patto che i migranti restino entro le nostre frontiere (ed è noto che la maggioranza dei migranti e profughi che arrivano sulle nostre coste con famiglie e bambini vogliono proseguire il loro viaggio della speranza in direzione del Nord Europa).

PESO POLITICO – Se al termine della riunione di oggi 14 settembre fra i ministri dell’Interno di tutta Europa dovesse essere confermata nella sostanza la bozza della Presidenza lussemburghese, sarebbe evidente, ancora una volta, come purtroppo il peso politico del Governo italiano sia molto blando in sede europea (e noi siamo uno dei Paesi Fondatori). Così come, dispiace dirlo, dell’italiana che ha l’onore ricoprire il delicatissimo ruolo di Alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini. Quasi a beffa dell’Italia, tutto ciò avviene a poche ore di distanza dal contestato e discutibile volo di Stato «spot» del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, negli Stati Uniti per assistere alla finale di tennis Us Open.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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