Il lungo iter della riforma è lungi dalla conclusione

Province, sorpresa: manca ancora il decreto sugli esuberi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Quella delle Province – ancora in mezzo al guado – è la più vasta operazione di mobilità del pubblico impiego mai compiuta: riguarda ben 20 mila persone. Dopo il via libera del decreto sulla mobilità obbligatoria per gli statali fra i diversi settori della Pubblica amministrazione, che aspetta solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’attenzione adesso è rivolta al decreto che chiarirà i criteri di un’altra mobilità, quella dei circa 18 mila provinciali che attendono di essere ricollocati dopo la legge Delrio. Anche se non è stata raggiunta un’intesa con le Regioni, il 4 settembre il Consiglio dei ministri ha deciso di andare avanti elaborando un decreto fondamentale per gli spostamenti dei dipendenti delle Province che fisserà le scadenze per avviare la mobilità e il censimento dei posti disponibili in organico. Il punto più delicato rimane però quello degli stipendi. Con il primo decreto già approvato, quello con le «tabelle di equiparazione» tra i diversi livelli di inquadramento, infatti non vengono risolti tutti i problemi.

LE NUOVE REGOLE –  Con le nuove regole i dipendenti chiamati a trasferirsi, che hanno uno stipendio più alto di quello previsto dalla nuova Pa, manterranno il trattamento fondamentale e accessorio «limitatamente» alle voci fisse e continuative. Non sarà semplice quindi mantenere tutte quelle voci relative alle «responsabilità specifiche» e alle «posizioni organizzative» (come per esempio l’indennità di cassa per un cassiere, che si aggiungono allo stipendio base) se la nuova amministrazione di destinazione non le prevede. Non solo, lo stesso decreto precisa che la garanzia dello stipendio di partenza si attiva nei casi in cui sia individuata (dall’amministrazione di arrivo) «la relativa copertura finanziaria», anche avvalendosi sulle facoltà assunzionali, del turn over. In altre parole, le amministrazioni dovranno trovare i soldi necessari per garantire le vecchie buste paga (ricorrendo anche al budget delle assunzioni), altrimenti le retribuzioni scenderanno. Questo vale per la generalità del pubblico impiego.

PROVINCE – Rimane tutta da chiarire la sorte della mobilità delle province. Nella prima bozza di decreto venivano riproposte le norme descritte sopra, allargando di fatto il rischio tagli anche ai provinciali. Dal ministero della Funzione pubblica assicurano che quella norma non ci sarà. Che nel decreto, adesso in bozza, verrà «specificato» che per loro varranno le regole della legge Delrio che garantiscono al personale trasferito non solo tutto lo stipendio, ma anche delle risorse finanziarie delle province stesse all’ente di destinazione. Una sorta di cessione di ramo d’azienda che renderebbe possibile al personale – vista la garanzia delle risorse – di svolgere le funzioni mantenendo lo stipendio di partenza. Ma per chiarire la questione bisognerà attendere la versione definitiva del provvedimento.

ESUBERI – Vediamo comunque le tappe che dovranno esser seguite per arrivare alla collocazione degli esuberi. Entro il 31 ottobre le aree vaste (così si chiamano adesso le ex Province) dovranno fornire i dati sui dipendenti in soprannumero. Sempre per la stessa data le Regioni, in base al dl Enti locali, avranno definito le leggi con cui decidono le funzioni, e quindi i dipendenti, delle Province da assorbire in attuazione della riforma Delrio, che prevede il superamento del livello di governo provinciale.

ELENCHI – Quanti non hanno trovato una collocazione nel passaggio devono essere quindi inseriti in elenchi ad hoc, da spedire al portale dedicato alla mobilità (www.mobilita.gov.it). Se c’è chi cede ci deve essere anche ci prende ed è il caso di tutte le amministrazioni diverse dalle Province, a partire dalle Regioni per arrivare alla P.A. centrale, che al massimo dopo un mese dalla data cardine del 31 ottobre, quindi a novembre, dovranno far sapere al governo quanti e quali posti mettono in palio, sempre nel rispetto dei vincoli di bilancio.

POSTI – Trascorreranno poi altri 30 giorni, si arriva cosi a fine 2015 e il ministero guidato da Marianna Madia renderà pubblici i posti a disposizione per ricollocare le eccedenze e l’elenco nominativo del personale in soprannumero, inclusa la polizia provinciale e i dipendenti della Croce rossa (anche loro interessati da processi di riorganizzazione). Tutto personale che a fine gennaio, altra scadenza in programma, sarà chiamato a esprimere le preferenze in base alla disponibilità di posti.

Sembrerebbe tutto semplice e ben programmato, ma temiamo che la realtà sarà diversa.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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