Il ministro deluso dai risultati del vertice Ue

Immigrazione, Alfano: faremo 5 hotspot in Italia, quasi tutti in Sicilia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il Cara di Mineo

Il Cara di Mineo

Il Ministro dell’interno, Angelino Alfano, non è esultante per gli esiti del vertice Ue al quale ha partecipato ieri a Bruxelles. “Non sono pienamente soddisfatto dei risultati del vertice europeo di ieri: alcuni Paesi dell’Est si sono sottratti, ma abbiamo comunque ottenuto risultati positivi come la definizione che 24 mila richiedenti asilo andranno via dall’Italia e che i rimpatri dei migranti regolari saranno fatti a carico dell’Europa”.

PAESI EST – E ribadisce la sua delusione per la posizione negativa dei paesi dell’Est, i falchi che spaccano l’Europa sui 120mila profughi da ricollocare. C’è “un accordo di principio” sostenuto da una larga maggioranza di Stati, ma nonostante i ripetuti tentativi, non è stato possibile trovare l’unanimità. Tutto è rimandato alla nuova riunione dei ministri dell’8 ottobre, quando di fronte a mali estremi, si andrà avanti con la maggioranza qualificata. Aggiunge Alfano:”A nessun richiedente asilo sarà consentito di scegliersi il paese dove essere ospitati. Saranno invece distribuiti equamente in tutti i 28 Paesi dell’Unione”.

MOGHERINI – Anche l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini è rimasta delusa dai risuktati del vertice Ue (ma non toccava a lei organizzarne la regia?): “confermato che mentre sulla politica esterna dell’Unione sui rifugiati e l’immigrazione abbiamo costruito un’unità, che ci consente di essere i primi, su quella interna abbiamo ancora dei passi da fare”.

HOTSPOT – Quanto ai famosi centri di smistamento (Hotspot) Alfano annuncia che: “Nei prossimi due mesi partiranno le prime redistribuzioni di richiedenti asilo dall’Italia verso l’Europa e poi faremo partire gli hotspot, i centri di smistamento in cui si distingueranno chi ha diritto all’asilo e chi invece va rimpatriato”. Per non far collassare il meccanismo, ha sottolineato il ministro, “hotspot, relocation di 24 mila richiedenti asili e rimpatrio devono viaggiare insieme”. “Li stiamo individuando, la scelta non e’ ancora definitiva, sara’ resa nota nei prossimi giorni”.

SICILIA – Ma qualcuno ha già avanzato l’ipotesi che sicuramente il contestato CARA di Mineo sarà trasformato in Hotspot, mentre, come ha anticipato Marco Ludovico sul Sole24Ore, sarebbero già stati individuati anche gli altri centri chiesti da Bruxelles, quasi tutti approntati in Sicilia. Si tratterebbe di Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo e Trapani, mentre all’inizio del 2016 decolleranno anche Taranto e Augusta. Nei centri di smistamento i migranti dovranno essere tenuti fino al termine delle procedure di fotosegnalamento. L’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni osserva che gli hotspot per i profughi “devono essere fatti in Africa”.

Come si vede l’Italia sta cercando di fare la propria parte, realizzando al più presto i centri d’identificazione, per eliminare qualsiasi alibi per gli altri Paesi che, come la Francia, minacciano di reintrodurre i controlli alle frontiere finché i migranti non saranno identificati al momento dell’approdo. In attesa che l’Europa faccia la sua parte, ma credo che per molto tempo si tratterà di un’attesa vana perché gli altri Paesi, Francia e Germania in testa, stanno facendo rapidamente una precipitosa marcia indietro. L’Italia, dietro le sollecitazioni del Vaticano, non può tirarsi indietro: si tratta anche di una questione di umanità. Ma fino a quando questo Paese potrà resistere?

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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