Il Governo cerca di serrare i tempi

Senato: nessun accordo di Renzi con la minoranza Dem. Il provvedimento passa subito in aula

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

Stampa Stampa
Senato

Senato

ROMA – Fumata nera ieri alla riunione del Partito democratico volta a trovare un accordo con la minoranza Dem sulla riforma del Senato. Doris Lo Moro, unica esponente della minoranza interna, ha lasciato la riunione, affermando che era inutile continuiare la discussione perché la «divergenza è politica» e non tecnica. La maggioranza infatti non ha accettato la richiesta Dem di inserire nell’articolo 2 la norma che stabilisce la partecipazione dei cittadini alla selezione dei senatori-consiglieri. Quell’articolo infatti, che è fondamentale per la riforma, è già stato votato in doppia lettura conforme da Senato e Camera e si rischia, modificandolo, di creare ulteriori discussioni e soprattutto di allungare ancora i tempi. Mentre Renzi ha dichiarato che si deve chiudere entro il 15 ottobre, insieme all’approvazione della legge di stabilità.

A questo punto il Segretario ha deciso di accelerare i tempi e ha fatto chiedere al capogruppo del Pd Luigi Zanda, assieme agli altri colleghi della maggioranza, Renato Schifani e Karl Zeller, al Presidente del Senato di convocare la capigruppo, così da portare subito in Aula il ddl, già questa settimana. Così si salta il passaggio in Commissione, dove la minoranza e i Dem avrebbero mandato «sotto» il governo.

Grasso ha convocato per domani alle 15 la capigruppo, la quale su richiesta della maggioranza potrebbe calendarizzare il ddl Boschi in Aula già in settimana. Ma la maggioranza, non essendo stato raggiunto alcun accordo, dovrà far fronte alla battaglia sulla discussione degli emendamenti, visto che Roberto Calderoli ha già annunciato di a presentarne 8 milioni senza un accordo su diversi punti.

La questione fondamentale resta l’introduzione dell’elezione diretta dei senatori – propugnata dalle minoranze e dai Dem -, sulla quale ogni tentativo di compromesso è finora risultato vano. La maggioranza dunque, se vorrà giungere all’approvazione nei tempi previsti, dovrà ricorrere a forzature del regolamento, ma Renzi ci ha già abituato a questi comportamenti. Tutto sta a vedere se Grasso lo permetterà.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.