La presentazione del libro il 19 settembre a Monte Argentario

«Un Libero Santostefanese», storia toscana sotto i bombardamenti e tanti sacrifici durante il fronte del 1943

di Andrea Ferrari - - Cronaca

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Un monumento ai Caduti nel comune di Monte Argentario

Un monumento ai Caduti nel comune di Monte Argentario

GROSSETO – Porto Santo Stefano, provincia di Grosseto, lembo di terraferma davanti all’isola del Giglio. Nel 1943, specie dopo l’8 settembre, è un luogo strategico per l’esercito tedesco che da lì rifornisce via mare e via terra le truppe al fronte a sud di Roma. Diviene così un obiettivo di vitale importanza per gli angloamericani, i nuovi alleati, subendo 108 bombardamenti in 55 terribili giornate, dal dicembre ‘43 al giugno del ’44.

Una storia poco conosciuta della Toscana di quei giorni, ripercorsa oggi nel libro «Un Libero Santostefanese» (Helicon editore Arezzo) scritto da Alessandro Busonero, che viene presentato sabato 19 settembre alle 17.30 presso la Sala Consiliare del comune di Monte Argentario.

Copertina Un Libero SantostefaneseL’autore, ufficiale della Marina Militare e giornalista, ha nel tempo raccolto la voce di suo nonno Libero, testimone diretto di vittime e distruzioni. Ma anche immagini della coraggiosa vita della popolazione d’allora, dove tante famiglie oggi possono ritrovarsi come in un inatteso flashback.

L’analisi storica va però oltre. Attraverso una dettagliata ricerca anche tra gli archivi americani, esce fuori l’inedita cronaca di come avvenivano i bombardamenti. Dai comandi di appartenenza, ai nomi dei piloti, alle basi di partenza alle tecniche e strategie della guerra aerea voluta dagli anglo-americani per sconfiggere i nazi-fascisti, anche al prezzo della vita – se necessario – della popolazione civile. Un episodio su tutti il bombardamento su Grosseto nel 1943, primo di altre 16 incursioni aeree sulla città, dove morirono almeno oltre 80 persone tra gli abitanti.

Un intreccio narrativo che, prendendo spunto dall’esperienza semplice e onesta della famiglia di Libero, ripercorre gli anni della guerra, fino alla ricostruzione dell’Italia e alla rinascita democratica di un’intera popolazione.

Lo scopo del libro? «Preservare la memoria di chi ci ha preceduti – commenta il comandante Busonero – avendo sempre a mente di come il presente è inesorabilmente frutto del passato. Ogni famiglia conserva almeno una storia da tramandare ai figli. Ma spesso queste storie sono abbandonate all’oblio e rischiano di perdersi per sempre. È necessario invece ascoltare dalla voce dei genitori e dei nonni il racconto delle loro vicissitudini e del loro passato. Avendo poi cura di mantenere e tramandarne la memoria. Per migliorare il futuro».

I diritti d’autore del libro saranno devoluti in beneficenza alla Fondazione «Operation Smile» costituita da volontari medici, infermieri e operatori sanitari che realizzano missioni umanitarie in oltre 60 Paesi del Mondo, per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino e la palatoschisi. Ultimo capitolo del libro è interamente dedicato alle attività di Operation Smile.

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