Attacco al premier

Toscana, Giovanni Donzelli: «Il padre di Luca Lotti concesse un mutuo al padre di Renzi il giorno dopo l’assunzione del figlio in Palazzo Vecchio»

di Redazione - - Politica

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Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale

Giovanni Donzelli, capogruppo di FdI in Consiglio regionale

FIRENZE – Marco Lotti, allora responsabile aziende della Banca di Credito cooperativo di Pontassieve, e «padre dell’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, firmò il parere positivo alla concessione del mutuo da 697 mila euro, poi erogato alla Chil della famiglia Renzi, il giorno dopo, 14 luglio 2009, l’assunzione del figlio in Palazzo Vecchio dove Matteo Renzi era sindaco da poco tempo». Lo ha detto, presentando alcuni documenti, Giovanni Donzelli, capogruppo di Fdi al Consiglio regionale della Toscana.

La Chil, poi trasferita a Genova, è fallita. «Le carte dicono che i debiti dell’azienda di famiglia di Renzi sono stati pagati dai cittadini e non dalla famiglia di Renzi grazie a delle carte, dei pareri e dei mutui concessi da una banca, la Bcc di Pontassieve. E la firma ce l’ha messa Marco Lotti» ha aggiunto Donzelli ricordando che la garanzia era stata concessa da Fidi Toscana, la finanziaria della Regione Toscana.

Secondo il capogruppo di Fdi, che non vuole entrare nella vicenda penale (oggi a Genova c’era l’udienza per la richiesta di archiviazione avanzata dal pm sul fallimento della Chil, il gip si è riservato la decisione), si tratta comunque di «una gestione di bande familiari che con disinvoltura, e anche con aspetti di poca moralità, gestiscono il potere e l’economia soltanto per interessi privati. Una situazione – ha detto – che oggettivamente è insostenibile per qualsiasi Paese civile e democratico» ha proseguito.

E ora secondo Donzelli sarà chiamata a risponderne anche la Regione Toscana perché quando Fidi garantì per il mutuo fino all’80%, «perché si trattava di un’azienda femminile e toscana», in realtà già era cambiato l’amministratore: «Tiziano Renzi aveva preso il posto della moglie» e, quindi, «la garanzia comunque non avrebbe potuto superare il 60%. Fidi aveva la possibilità di verificare i cambiamenti societari che modificavano la garanzia che invece non è mai stata interrotta». «Ci sono delle carenze della Regione Toscana che ne dovrà rispondere martedì o mercoledì in Consiglio Regionale, dove la vicenda è all’ordine del giorno, come mi auguro presto ne risponderanno Renzi e Lotti direttamente alla nazione» ha concluso Donzelli.

 

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