Penalizzato nuovamente il turismo

Tasse e balzelli: gli albergatori pagheranno le pensioni degli artisti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il governo Renzi ha annunciato un programma di forte riduzione delle tasse, soprattutto quelle più odiate dagli italiani come l’Imu e la Tasi, che gravano sull’abitazione principale. Ma nel frattempo ha introdotto o sta introducendo una miriade di imposte o balzelli locali o a vantaggio di specifiche categorie, che gravano però sulla collettività. Recentemente infatti è stata inventata una nuova imposta mascherata: gli albergatori italiani, infatti, tra qualche giorno dovranno pagare l’equo compenso Imaie, un balzello imposto dal governo, per contribuire a finanziare l’Istituto mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori. Si tratta dell’istituto che gestisce i diritti connessi degli artisti interpreti o esecutori, amministrando e ripartendo il cosiddetto “equo compenso” dovuto ai suoi rappresentati per la pubblica diffusione, comunicazione, trasmissione e riutilizzazione delle registrazioni fonografiche da essi eseguite e delle opere cinematografiche o assimilate da essi interpretate. Poiché le camere di albergo sono tutte dotate di tv e i clienti dell’albergo perciò possono vedere film e spettacoli, l’albergatore deve contribuire al sostentamento dell’organismo mutualistico degli artisti.

Protestano gli albergatori, sostenendo di pagare già pagano alle reti televisive canoni e abbonamenti maggiorati, proprio in quanto pubblici esercizi;  le stesse reti a loro volta pagano diritti agli autori, ai produttori e agli interpreti/esecutori dei programmi – compresi film e simili – che trasmettono. Dunque gli albergatori adesso sono costretti a pagare una seconda volta gli stessi diritti già pagati dalle reti.

In Italia le strutture alberghiere sono circa 33 mila. A seconda delle stelle e del numero di camere gli albergatori pagherebbero tra i 32 e i 181 euro annui di Imaie. Relativamente poco se si pensa che il canone Rai, per loro, supera i mille euro all’anno e una cifra simile va a chi si abbona a Sky.

 

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Camillo Cipriani

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