Al Palagiustizia

Firenze, infermiera a processo: avrebbe circuito un 80enne facendosi regalare 350 mila euro

di Redazione - - Cronaca

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L'udienza al tribunale di Arezzo, la donna ha patteggiato due anniFIRENZE – Un’infermiera del Cto di Careggi, i suoi due figli e il convivente sono sotto processo al tribunale di Firenze dove oggi 21 settembre si è svolta un’udienza. Le accuse a carico dell’infermiera sono gravissime: si sarebbe fatta donare la casa e accreditare sul conto una somma complessiva di 350 mila euro da un ex dirigente di una multinazionale, un uomo 80enne, malato e infermo, senza familiari (ha soltanto una sorella, anche lei gravemente malata).

L’ipotesi di reato è di circonvenzione di incapace. Della vicenda si accorse un’assistente sociale di Scandicci, che segnalò alla procura il disagio dell’ex manager, il quale riteneva di esser rimasto ingannato dall’infermiera e dai suoi complici ma non riusciva a spiegare bene come era successo. Il pm Fedele La Terza aprì quindi un’inchiesta con cui la polizia ha riscontrato singolari accrediti bancari, la donazione dell’appartamento dell’uomo a Novoli e l’apparente contestuale arricchimento dei patrimoni degli accusati.

Secondo quanto ricostruito, inizialmente l’infermiera avrebbe approfittato della limitata capacità di poter prendere decisioni dell’80enne, affetto da una malattia neurologica incipiente: dopo un ricovero in ospedale per una frattura a una spalla, dove lo ha conosciuto, la donna si fece fare una procura speciale con cui ritirava 2.000 euro mensili. Poi, nel periodo 2010-2011 riuscì perfino a convincerlo a farsi regalare l’appartamento – dove ci andò a vivere, prendendo la residenza, con il convivente e un figlio – e poi a farsi trasferire soldi per 350.000 euro, che in parte distribuì ai figli e al convivente.

Il denaro, secondo l’accusa, sarebbe servito ad acquistare una tabaccheria in via Giordani e a far comprare quote sociali di un ristorante in via Montegrappa a uno dei figli e, tramite prestanome, al convivente: tutti beni per cui – casa compresa – l’avvocato Marco Passagnoli, che assiste l’ex manager, ha chiesto al gip il sequestro conservativo in vista di un possibile pignoramento. Il legale ha chiesto anche il sequestro degli stipendi e di altri crediti che l’infermiera ha nei confronti dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi e di quelli vantati dall’altro figlio indagato nei confronti della casa di cura privata fiorentina dove lavora. Lo stesso avvocato Passagnoli ha sottolineato il timore a cui l’infermiera avrebbe indotto l’80enne, anche grazie al ricovero in rsa dove le condizioni neuropsicologiche dell’ex manager sono peggiorate, riuscendo a manipolare la sua volontà e a prendere decisioni svantaggiose per i propri interessi patrimoniali.

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