Il peso delle tasse comunali e regionali frena lo sviluppo

Fisco, Confartigianato: le imprese sono strozzate dalle tasse locali (+ 76,8% dal 2011)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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artigiano al lavoro

artigiano al lavoro

ROMA – Secondo la Confederazione nazionale degli artigiani (Confartigianato) la categoria è strangolata soprattutto da cinque tasse locali: Irap, Imu, Tasi e le due addizionali Irpef, comunale e regionale; costano in media 11mila euro e ogni piccola impresa paga in media 2.233 euro per addetto. In tutto parliamo di circa 7O miliardi l`anno di tasse. Una cifra insostenibile per tanti piccoli imprenditori, artigiani e non, che tra il 2011 ed il 2014 hanno visto questi tipi di prelievo aumentare del 76,8%. Lo afferma uno studio della Confartigianato, pubblicato in anteprima da «la Stampa».

REGIONI – A conti fatti tra nord e sud, tra la Valle d`Aosta e la Campania, l`impresa tipo individuata nella ricerca (composta da due lavoratori indipendenti e tre dipendenti a tempo indeterminato con un immobile produttivo di proprietà) esiste una differenza di ben 4.331 euro (866 euro per addetto). Stando ai dati dell`Ufficio studi di Confartigianato, la regione col maggior prelievo complessivo è la Campania con 12.547 euro seguita da Calabria (12.466) e Lazio (12.305). Emilia. Liguria, Piemonte, Toscana e Lombardia stanno a metà  classifica, mentre le regioni col minor prelievo complessivo sono Valle d`Aosta (8.216 euro), Sardegna e Friuli. La provincia «più cara» è Napoli con 12.613 euro di prelievo. seguita da Salerno (12.560) e Reggio Calabria (12.618).

PRESIDENTE – Il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, attacca: «Tra tasse locali e prelievo dello Stato paghiamo troppo e, come non bastasse, in modo troppo complicato. Cosi non si aiuta la ripresa». Tra il 2011 e il 2014 le imposte prelevate dalle amministrazioni pubbliche sono salite di 20,93 miliardi, di cui i tre quarti (16 miliardi) derivano dalle 5 principali imposte locali: Irap, le due addizionali Irpef, lmu e Tasi. In particolare le addizionali Irpef sono salite dell’ 1,7%, con un maggiore gettito di 3,7 miliardi, addirittura 12,8 (+ 496,8%) se il raffronto parte dal 1999, anno della loro introduzione.

TASSE IMMOBILIARI – La crescita del prelievo fiscale è stata trainata dal boom della tassazione immobiliare che ha interessato in modo prevalente imprese di piccola dimensione a cui fa capo il 53,3% degli immobili strumentali posseduti da soggetti diversi dalle persone fisiche . Per questo Confartigianato chiede che si metta mano subito alla detassazione degli immobili produttivi (capannoni, laboretori, macchinari, attrezzature) che non possono essere tassati come beni di lusso, dando priorità all’abolizione di Imu, Tasi e Tari.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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