Il Segretario scende a patti per chiudere la partita

Senato: Renzi propone il ‘Tatarellum’ per portare a casa la riforma. Bersani e la minoranza Pd sembrano favorevoli

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Renzi alla direzione Pd

Renzi alla direzione Pd

ROMA – Nella direzione Pd, alla quale non ha partecipato la sinistra dem, il premier Renzi, pur non cedendo sull’elettività, ha avanzato una nuova ipotesi di mediazione che sembra far breccia: l’elezione indiretta come quella usata nel ’95 con la legge regionale ispirata da Tatarella, allora senatore di Alleanza Nazionale. E anche Pier Luigi Bersani, leader dei conservatori del Pd, sembra favorevole a chiudere la partita.

TATARELLA – Questa legge prevedeva l’elezione del presidente della Regione nell’ambito di un listino regionale bloccato, di cui era il capolista. Il candidato alla testa della lista più votata dai cittadini diventava però presidente solo dopo un voto del Consiglio regionale, che ufficialmente lo nominava. Un simile meccanismo si concilia con l’attuale testo della riforma che prevede che i futuri senatori-consiglieri siano eletti dai Consigli regionali, ma viene incontro anche alla richiesta della minoranza Pd di far passare l’elezione attraverso la scelta diretta dei cittadini.

GRASSO – Resta l’incognita della decisione del Presidente del senato, se riterrà legittima l’emendabilità dell’art. 2 della riforma, come richiesto dalle minoranze. Decisione che allungherebbe i tempi delle votazioni. A Grasso Renzi ha ieri mandato un messaggio esplicito, quasi una minaccia: prendere decisioni diverse da quanto votato in doppia lettura conforme «sarebbe un fatto inedito» che spingerebbe i gruppi del Pd a riunirsi alla Camera e al Senato per decidere come reagire alla scelta.

 

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