Nonostante la contrarietà dei paesi dell'Est

Immigrazione, approvate a maggioranza le proposte della Commissione Ue: nuovi fondi, superamento di Dublino, guardia di frontiera europea

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Commissione Ue

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BRUXELLES – Il piano dell’Unione europea per i prossimi sei mesi è stato approvato dal vertice dei Capi di Stato e di Governo. Dall’aumento degli aiuti, anche agli Stati membri più colpiti, alla creazione di una guardia costiera europea, di seguito vediamo i punti principali.

RICOLLOCAMENTI E PROTEZIONE CIVILE. Per essere operativo al più presto, lo schema di assegnazione dei migranti si avvarrà del supporto delle squadre europee che aiuteranno gli Stati più colpiti a identificare, registrare e organizzare i rimpatri. Il meccanismo di protezione civile europea è poi pronto a scattare per assistere i rifugiati all’interno degli Stati membri.

NORMALIZZARE SCHENGEN. L’obiettivo è eliminare i controlli alle frontiere che alcuni Stati hanno reintrodotto in via eccezionale. Per Bruxelles tali misure devono essere temporanee, o scatterà una valutazione e un possibile avvertimento agli Stati.

BLUE CARD E RIFORMA DUBLINO. Entro marzo prossimo la Commissione europea presenterà tre proposte legislative per un sistema di immigrazione legale (con la concessione delle cosiddette Blue Card), una riforma del Regolamento di Dublino e ed un meccanismo permanente per la ricollocazione dei migranti.

GUARDIE FRONTIERA UE. Entro fine anno Bruxelles presenterà una proposta per estendere il mandato di Frontex e per la creazione di una guardia di frontiera e costiera operativa europea.

AIUTI. Un miliardo di euro in aiuti per i rifugiati siriani e un altro miliardo per la Turchia che ospita quasi due milioni di profughi. E 17 milioni a Serbia e Macedonia. Per aiutare gli Stati membri più colpiti dal flusso, Bruxelles propone di aumentare di 100 milioni di euro i fondi per l’emergenza. Inoltre, gli aiuti umanitari per coprire i bisogni essenziali dei rifugiati (cibo, tende) salgono di 300 milioni l’anno prossimo.

RENZI – Nell’approccio europeo all’emergenza profughi, “vince la posizione dell’Italia”: lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ricorda di sottolineare da tempo che “non possono essere solo i paesi di frontiera” a farsi carico del problema. “La presa di posizione di alcuni nostri partner era abbastanza miope. Il nodo non e’ il numero, il nodo e’ se c’e’ una politica europea e no”. Quello che serve, ha detto Renzi, e’ una visione piu’ ampia, che riguarda anche i rapporti con i paesi di origine e transito: “bisogna avere l’intelligenza di investire in Africa, con la cooperazione allo sviluppo”.

DUBLINO – L’accordo di Dublino è chiaramente messo in discussione perché si capisce che la procedura di identificazione, gli hotspot, deve essere fatta a livello europeo uguale per tutti. La procedura di rimpatrio deve essere fatta a livello europeo. E la riallocazione sul territorio, con la relocation ed il resettlement, deve esser e fatta a livello europeo, quindi di fatto significa superare Dublino.

RIFUGIATI – Ieri c’era stata l’intesa sulla redistribuzione di 120 mila rifugiati chiusa coi quattro “no” di Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria. Ora si intende far passare il messaggio che si guarda avanti e si lavora per arrestare i flussi, agendo sulla politica estera e aiutando i paesi di prima accoglienza, in testa Turchia, Libano e Giordania. L’Unione deve adottare e elaborare le proposte dell’agenda sull’Immigrazione della Commissione, il che vuol dire protezione delle frontiere, Attuazione dei rimpatri, rafforzamento delle agenzie. Sono principi su cui pare facile trovare un consenso.

INTERVENTI – Deve innescare davvero il volano della politica estera, assistere i paesi terzi dove passano i migranti, investire perché non arrivino, aiutare chi li può accogliere. Ovvero, studiare come si possa affrontare la crisi alla radice, rafforzare le frontiere esterne, alimentare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani e gli Stati più colpiti dal conflitto siriano, come Turchia, Giordania, Libano e i Balcani occidentali.

ITALIA ASILO – Nel frattempo il Ministro alfano ha fatto il punto sull’accoglienza in Italia. “Negli ultimi anni abbiamo esponenzialmente aumentato il sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati portandoli dai 3mila del 2012 agli attuali 21.817 nei 376 comuni che hanno aderito a questa rete”. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, rispondendo in question time alla Camera. “Attualmente – ha ricordato il ministro – e’ in fase di registrazione alla Corte dei Conti un nostro decreto che attiva ulteriori 10mila posti nel biennio 2016-2017 a beneficio dei comuni che volontariamente decideranno di aderirvi. Ai minori attualmente sono destinati 968 posti dello Sprar, ai quali se ne aggiungeranno altri 1000 a breve”. Il titolare del Viminale ha poi aggiunto che è in fase di registrazione il decreto che prevede l’attivazione di altri 10 mila posti per il biennmio 2016-2017.Il modello – ha sottolineato Alfano – è quello di una “accoglienza diffusa” con una politica di equa distribuzione dei migranti in tutta Italia

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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