Furono fucilati dai tedeschi il 12 agosto 1944

Fiesole ricorda i tre Carabinieri che 71 anni fa dettero la vita per salvare cittadini ostaggi (Video-Foto)

di Sandro Addario - - Cronaca

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Il cippo che ricorda il sacrificio dei Carabinieri di Fiesole

Il cippo che ricorda il sacrificio dei Carabinieri di Fiesole

FIESOLE – Morirono poco più che ventenni, sacrificando la loro vita perché non fossero uccisi dieci ostaggi innocenti. Sono stati ricordati oggi 25 settembre a Fiesole i tre carabinieri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, fucilati dai tedeschi il 12 agosto 1944 e decorati con la medaglia d’oro al Valor Militare. (Vedi la motivazione alla fine dell’articolo)

Alla cerimonia, nel 71° anniversario del loro eroico gesto, era presente, con il sindaco di Fiesole Anna Ravoni; il Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette arrivato da Roma per l’occasione e accompagnato, tra gli altri, dal vice Comandante Generale e comandante interregionale Vincenzo Giuliani. Tra i presenti anche due ex Comandanti generali dell’Arma, Luciano Gottardo e Sergio Siracusa, nonché le massime autorità civili e militari guidate dal prefetto di Firenze Alessio Giuffrida e dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Ma, non ultimi, c’erano anche i parenti e discendenti dei tre militari uccisi. In prima fila anche il generale Umberto Rocca, medaglia d’oro al valor militare per un azione contro il terrorismo.

Prima si è svolta una cerimonia religiosa nella cattedrale, officiata dal vescovo di Fiesole monsignor Mario Meini («Dio non abbandona chi si impegna al servizio degli altri» ha detto nell’omelia) quindi un breve ricordo di quei tragici giorni del 1944, durante il passaggio del fronte da Firenze verso nord, da parte dello storico Cosimo Ceccuti: «In quei giorni probabilmente lo Stato non c’era, ma c’era sicuramente la nazione e la comunità tra la gente».

La cerimonia si è poi trasferita sul colle di San Francesco dove, davanti al monumento che ricorda il sacrificio dei tre eroici militari, il sindaco Anna Ravoni ha portato il saluto della città di Fiesole, che oggi come ieri non dimentica l’impegno e l’abnegazione dei «suoi» carabinieri al servizio della collettività. I tre militari caduti sono «un simbolo – ha detto il generale Del Sette nel suo intervento (vedi il video) – di coraggio, di generosità, di dedizione al proprio lavoro, ma anche un simbolo di affermazione e di difesa della libertà». Tra i presenti anche le classi della terza media della Scuola Mino da Fiesole, i cui alunni e insegnanti hanno seguito con attenzione e partecipazione tutti i momenti della ricorrenza.

 

 

L’INTERVENTO DEL GENERALE DEL SETTE – VIDEO

 

FOTOGALLERY

 

MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ORO PER CIASCUN CARABINIERE

«Durante la dominazione nazifascista, teneva salda la tradizione di fedeltà alla Patria, prodigandosi nel servizio ad esclusivo vantaggio della popolazione e partecipando con grave rischio personale all’attività del fronte clandestino. Pochi giorni prima della liberazione, mentre già al sicuro dalle ricerche dei tedeschi, si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, veniva informato che il Comando germanico aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al comando stesso entro poche ore. Pienamente consapevole della sorte che lo attendeva, serenamente e senza titubanze la subiva perché dieci innocenti avessero salva la vita. Poco dopo affrontava con stoicismo il plotone di esecuzione tedesco e, al grido di « Viva l’Italia! », pagava con la sua vita il sublime atto d’altruismo. Nobile esempio di insuperabili virtù militari e civili.» Fiesole 12 agosto 1944.

 

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Sandro Addario

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