Non si possono imporre le stellette a chi non ha chiesto d'arruolarsi

Forestali nei carabinieri? Un arricchimento. Ma non sono militari

di Carlo Corbinelli - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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L’ ormai nota Legge Madia, introduce notevoli e significative modifiche alla struttura ed all’ organizzazione della pubblica amministrazione. La sua lettura non è tuttavia consigliabile a due categorie di persone. In primis gli amanti e i cultori della lingua: è scritta con una sintassi avventurosa ed un lessico a dir poco ermetico, non si capisce se per scarsa familiarità con l’ Italiano o per un intento abilmente dissimulatore. Non è inoltre opportuna, tanto l’ esposizione scorre contorta e confusa, per coloro che soffrono di emicrania, patologia che ne uscirebbe di sicuro aggravata. La novella, come si dice, fa anche vittime illustri.

Tra queste figura il Corpo Forestale dello Stato, destinato a consegnare agli archivi 200 anni di storia ed essere assorbito dall’ Arma dei Carabinieri. Del resto nella sua imminente collocazione museale sarà in buona compagnia, se allo stesso Senato della Repubblica è riservato il trattamento che si profila. Eppure il Corpo è tutto fuorché un ente inutile. E’ formato da personale di spiccata professionalità. Svolge una missione concreta ed apprezzata a difesa del patrimonio ecologico, agricolo e forestale, ma non solo. In tempi nei quali l’ esibizione conta molto di più dell’ azione, si contraddistingue per il tratto misurato e discreto, anche se alla fine non ha potuto non cedere al fascino della fiction. Tuttavia l’ accorpamento, se gestito bene, potrà rafforzare l’ operato dei carabinieri sul territorio, che già mantiene una certa credibilità. Attenta difatti nel cogliere le emergenti sensibilità, l’ Arma ha sviluppato moderni ed aggiornati comparti specialistici, tra i quali emerge quello ambientale. L’ integrazione potrà essere dunque assai proficua, soprattutto se si saprà salvaguardare la motivazione di coloro che muteranno uniforme.

Sussistono tuttavia alcune perplessità ed aspetti potenzialmente critici. Come si può imporre lo status militare, con il corredo di codici penali e di disciplina particolarmente rigorosi, a soggetti che non hanno fatto esplicita domanda di arruolamento e quindi non porta le stellette? E del sindacato, tipica tutela del lavoratore civile, che ne faremo? Sfumerà nella rappresentanza militare, che sicuramente un sindacato non è, ma che costituisce un istituto evolutosi in forme assai ibride, in quanto più latore di equivoci piuttosto che espressione di una pur necessaria chiarezza e distinzione di ruoli? O forse si vogliono creare le condizioni per estendere il sistema sindacale alle Forze armate, ipotesi già recisamente esclusa da una non lontana pronuncia della Corte Costituzionale? Infine un cenno all’efficienza complessiva del sistema preventivo e repressivo.

E’ noto che Polizia e Carabinieri hanno subìto consistenti diminuzioni di effettivi, poiché i congedi sono stati negli ultimi anni solo parzialmente ripianati. Già l’ immissione di quasi tutti i Forestali nell’ Arma non colmerà le carenze numeriche della compagine. Per la rideterminazione degli organici dell’ intero comparto sicurezza, indicata dalla Legge Madia, si prendono addirittura a riferimento le consistenze effettive attuali e non quelle indicate dalle precedenti leggi, più legate alle reali necessità della comunità nazionale. In sostanza viene così sancito in modo formale e definitivo che alla lotta al crimine si destinano meno unità rispetto al passato. Ma i cittadini lo sanno?   Scarica qui il testo integrale della Legge 7.08.2015 n° 124 Deleghe al Governo per riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazioni

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