Proposte operative per la gestione dell'ordine pubblico

Guerriglia urbana: daspo e arresto differito sono meglio del manganello

di Francesco Tagliente - - Lente d'Ingrandimento

Stampa Stampa

Polizia Reparto Mobile

Nella gestione della guerriglia urbana, per evitare cariche con manganelli e lacrimogeni, servono coesione istituzionale e strumenti giuridici con effetti deterrenti: Daspo con prescrizioni, denunce e arresti differiti seguiti da condanne esemplari e misure carcerarie. Ma anche la possibilità di bloccare alla partenza soggetti già conosciuti come violenti, che si stanno muovendo per raggiungere una città dove è prevista una manifestazione ad alto rischio per l’ordine pubblico.

ANTAGONISTI – Milano, guerriglia urbana del 1 maggio 2015. Un migliaio di antagonisti violenti, incappucciati, armati e bastoni e bottiglie incendiarie, nel tentativo di sfondare lo sbarramento delle forze di polizia verso il centro della città per colpire obiettivi istituzionali hanno danneggiato banche, autovetture, vetrine ed esercizi commerciali, strade, cassonetti e fioriere. Fatti non lontani da quelli accaduti a Roma il 15 ottobre 2011 quando circa 3000 antagonisti incappucciati ed armati di bastoni e bottiglie incendiarie, lungo il corteo, hanno ripetutamente tentato di sfondare lo sbarramento realizzato strategicamente con i mezzi delle forze di polizia per raggiungere le sedi istituzionali.

STRATEGIA – Ma qual è la strategia migliore per la gestione della guerriglia urbana? Ai fini della deterrenza, possono essere più efficaci gli arresti e le denunce piuttosto delle cariche con manganelli e lacrimogeni, a condizione però che tutte le maglie della rete istituzionale sono coese.

CONDANNE – Determinate il ruolo della magistratura, ad esempio, per quegli incidenti di Roma dell’ottobre 2011 e l’importanza delle condanne ai fini della deterrenza. Appena 4 mesi fa la Corte di Cassazione ha confermato le pesanti condanne da 2 a 9 anni nei confronti di alcuni antagonisti arrestati e denunciati. E proprio alcuni giorni fa, il 24 settembre, il pubblico ministero ha chiesto condanne per 115 anni complessivi di reclusione nei confronti di altri 17 manifestanti di quegli stessi scontri.

DISSENSO – È chiaro che non esiste un dispositivo unico di gestione dell’ordine pubblico universalmente valido, ma esistono le norme, i regolamenti e le buone prassi frutto di anni di lavoro nella gestione della piazza, dello stadio o del corteo. Ciascun episodio è unico e come tale va trattato, nella cornice delineata dalle fonti normative. Come pure è altrettanto chiaro che Il diritto di manifestare le proprie opinioni e il proprio dissenso è e deve restare inviolabile.

FORZA – L’uso della forza da parte dei tutori dell’ordine pubblico? Viene considerata quale extrema ratio, preferendo, strumenti di intervento quali  l’istituto dell’arresto differito. Nei momenti di tensione c’è sempre la possibilità del sopraggiungere improvviso di una nuova e maggiore criticità: un fatto che viene sempre considerato e l’azione per smorzare eventuali focolai viene disposta decisa e netta. Sempre, naturalmente, la meno lesiva ma idonea per ripristinare l’ordine violato.

COESIONE – Parlamento, magistratura, istituzioni penitenziarie, cittadini, mass-media, agenzie di controllo sociale devono agire nella consapevolezza che le forze di polizia non possono essere considerate detentrici del monopolio del controllo sociale e della gestione delle piazze. Come pure le stesse forze dell’ordine non possono essere ritenute  le sole responsabili delle violenze di piazza e che la strategia di gestione della guerriglia urbana dipende anche dalla coesione di tutte le Istituzioni.

DIFFERITA – Fino dal 2003, nell’ambito delle iniziative finalizzate a garantire la sicurezza negli stadi, venne proposta l’introduzione dell’istituto della «flagranza differita», che fu inserito poi nel nostro ordinamento. Oggi come ieri per ridurre le occasioni di scontri di piazza, servono nuovi strumenti giuridici per rafforzare l’apparato sanzionatorio destinato alla repressione delle condotte illecite poste in essere in occasione di manifestazioni pubbliche e che va nella giusta direzione quanto previsto nella bozza di un disegno di legge, annunciato alla stampa alcuni giorni fa, che propone nuove norme per la sicurezza urbana e per la legalità e la sicurezza dei territori.

REATI – E’ importante che l’uso di mazze, bastoni, scudi, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti o atti ad offendere, di caschi protettivi o altri mezzi che rendono impossibile o difficile il riconoscimento, il lancio o l’utilizzo di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi siano considerati delitti e che per tali reati e per tutti gli altri per i quali è oggi previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo sia consentito l’arresto in flagranza differita.

PREVENZIONE – Tutto questo però non basta: per la sicurezza delle manifestazioni di piazza, sul piano sanzionatorio, il Parlamento potrebbe intervenire anche per limitare la concessione delle misure alternative alla detenzione carceraria di quei soggetti che potrebbero reiterare azioni violente. Per evitare l’arrivo in massa, nella città dove si tiene la manifestazione ritenuta a rischio di incidenti, di soggetti violenti provenienti da altre province, si dovrebbero bloccare alla partenza fornendo alle Forze di Polizia gli strumenti giuridici per trattenere i violenti in analogia a quanto già previsto per le manifestazioni sportive.

DASPATI – Sarebbe auspicabile introdurre una norma che consenta al Questore il potere di emettere un provvedimento di prescrizione, per soggetti già denunciati e sottoposti a processo per fatti di violenza di piazza: per impedire la partenza, il giorno della manifestazione. il «daspato» dovrebbe firmare all’ufficio di polizia del luogo di residenza. Come pure sarebbe auspicabile prevedere anche l’applicazione – in sede di condanna penale per «reati tipici» – dell’obbligo di presentazione in un ufficio di polizia.

 

Sintesi dell’intervento tenuto dal prefetto Tagliente a Firenze lunedì 28 settembre 2015, presso il Rotary Club Figline Incisa Valdarno

 

Tag:,

Francesco Tagliente

Francesco Tagliente

già Prefetto di Pisa e Questore di Roma
redazione@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.