In manette anche il capo compartimento Antonio Mazzeo e l'imprenditore Francesco Mele

Firenze: inchiesta sui vertici Anas in Toscana. Quattro arresti e 70 perquisizioni

di Redazione - - Cronaca, Primo piano

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Procuratore Giuseppe Creazzo

il procuratore Giuseppe Creazzo

FIRENZE – Quattro persone sono state arrestate in seguito ad un’inchiesta della procura di Firenze sui vertici dell’Anas in Toscana. L’ipotesi di reato formulata dai pm sarebbe corruzione riguardo appalti per opere stradali. Una settantina le perquisizioni scattate in tutta Italia. L’indagine, denominata ‘Le strade dell’oro’, è condotta dalla polizia stradale della Toscana e Corpo forestale dello Stato. Secondo quanto si apprende tra gli arrestati ci sarebbero i vertici dell’Anas della Toscana.

Gli indagati sono 24. Si tratta di pubblici ufficiali dell’Anas, di imprenditori e professionisti. Settanta le perquisizioni in corso. Il procuratore Giuseppe Creazzo ha parlato di un “collaudato  sistema di corruzione”, di un “sistema che ha comportato danni per la collettività per molte decine di migliaia di euro. Venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell’importo dei lavori, cioè decine di appalti nella rete stradale della Toscana”.  Ai domiciliari sono finiti il capo di compartimento Anas Toscana, Antonio Mazzeo, il capo servizio amministrativo Anas  Toscana Roberto Troccoli, e un funzionario di Anas Toscana, Nicola Cenci. Oltre a loro è finito ai domiciliari un imprenditore: Francesco Mele

AGGIORNAMENTO ore 13

Era sfruttato “nella maggior parte dei casi, lo stato di emergenza e di necessità causato da calamità naturali” per aggiudicarsi gli appalti dell’Anas Toscana. E’ lo snodo cruciale al centro di un’inchiesta della procura, come ha spiegato durante una conferenza stampa, il procuratore Giuseppe Creazzo.
Fra gli appalti, uno “di somma urgenza” da 200mila euro, per opere sulla strada Tosco-Romagnola; uno in provincia di Prato, importo del lavoro a base d’asta 3.258.622 euro, e uno in provincia di Massa Carrara, per la manutenzione straordinaria di una strada, importo del lavoro a base d’asta 499.900 euro.
L’imprenditore finito ai domiciliari “agiva, per sua stessa ammissione, fornendo il ‘pacchetto completo’ – ha spiegato Creazzo – faceva pure i sopralluoghi. Negli uffici dell’Anas era di casa: arrivava a predisporre anche le documentazioni, bando e altro”. E ha aggiunto: “Le intercettazioni sono uno strumento indispensabile. Chi non vuole scoprire reati di mafia o corruzione in Italia deve togliere le intercettazioni”.

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Commenti (1)

  • maria adelma bennati

    |

    Sono contenta perché finalmente tutte lemie segnalazioni di irregolarità anche sulla Siena – Bettolle o sulla Cassia verranno prese in considerazione, almeno lo spero!

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