Dentro e fuori gli stadi

Calcio, Il governo ha deciso: le società devono pagare parte delle spese per la sicurezza

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Sport

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Derby Roma-Lazio

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ROMA – Dopo un lungo tergiversare e dopo la continua opposizione delle società sportive, che lamentano bilanci in rosso, finalmente il decreto legge “stadi” – approvato già il 16 ottobre 2014 – verrà applicato anche nella parte che riguarda le misure di tipo economico a carico delle società sportive. I club dovranno versare una quota – anche troppo esigua – non inferiore all’1 per cento e non superiore al 3 per cento degli introiti complessivi derivanti dalla vendita dei biglietti e dei titoli di accesso emessi, per finanziare i costi sostenuti per il mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico in occasione delle manifestazioni e delle trasferte.

SPESE – Si dà così attuazione a un provvedimento che era chiesto a gran voce un po’ da tutti, tranne che dagli interessati, perché si ritiene (ed effettivamente è) scandaloso che società che investono milioni di euro in compravendite e ingaggi di atleti, non trovino un contributo per sostenere, in minima parte, le spese necessarie per la tutela dell’ordine pubblico, attività che impegna ogni domenica circa 11.000 uomini delle Forze dell’ordine.

VIMINALE – Sono costi che il Viminale non riesce e non intende più sostenere, viste “le penalizzazioni” della legge di stabilità, e che riguardano la copertura delle ore di lavoro straordinario e dell’indennità di ordine pubblico delle Forze di polizia. In poche parole, una quota di circa 25 milioni l’anno. Insomma, decisamente meno di quanto stabilito inizialmente. Adesso con il Giubileo alle porte e con il prevedibile massiccio impiego delle forze dell’ordine l’esigenza di un contributo sostanziale delle società calcistiche è tornata all’ordine del giorno.

ALFANO – Il ministro Alfano ha deciso così di richiamare il mondo del calcio alle sue responsabilità e ha indetto per il 2 ottobre una riunione alla quale parteciperanno l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, la Federcalcio e le Leghe di A, B, e Legapro. È facile immaginare che i club si rifiuteranno nuovamente, sostenendo che a loro carico è già la sicurezza all’interno degli stadi, garantita dagli steward, e che la sicurezza all’esterno dello stadio, gestita da chi sovrintende all’ordine pubblico, dovrebbe essere coperta dalle tasse che tutti paghiamo.

IL GOVERNO – La decisione del prelievo dall’ 1 al 3 per cento sugli introiti dei biglietti era stata presa dal Governo, subito dopo gli scontri avvenuti fuori e dentro gli stadi, in particolare dopo gli incidenti nella zona adiacente allo stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia fra Fiorentina e Napoli, quando i tifosi della Roma si scontrarono con quelli partenopei.  Inoltre, in generale, l’esecutivo lamentava il troppo impegno da parte delle forze dell’ordine e troppi straordinari da pagare per seguire i club nelle trasferte, gli ultra nei loro viaggi ad alto rischio. Tanto che il premier Matteo Renzi, in un tweet, aveva sottolineato che «gli straordinari devono essere pagati dalle società di calcio, non dai cittadini».

PD – Le misure sono state sostenute dall’onorevole Emanuele Fiano, responsabile della sicurezza del Pd, che ora dice: «Ho proposto la questione perché ho percepito che, in un comparto che ha subito tanti tagli, pesava il fortissimo sforzo da parte delle forze dell’ordine, già molto impegnate sul versante dell’immigrazione. E in un mondo con introiti significativi, come quello del calcio, mi è sembrata una giusta soluzione».

Dunque dopo molti proclami (ma questo è il governo degli annunci) sembra che adesso si voglia passare ai fatti concreti. Lo sapremo dopo la riunione del Viminale, anche se l’esperienza insegna che non sarà facile costringere le società a pagare. Troppe volte si è tentato, ma il calcio è sempre riuscito a defilarsi. Mi auguro che stavolta non finisca così.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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