Viola come un rullo compressore anche in Europa League

Fiorentina, valanga viola con il Belenenses: 0-4. Grande Bernardeschi e risorge Pepito Rossi (suo il quarto gol). Pagelle

di Sandro Bennucci - - Primo piano, Sport

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Babacar, autore del raddoppio in Belenenses-Fiorentina

Babacar, autore del raddoppio in Belenenses-Fiorentina

LISBONA – La chicca di Pepito Rossi, proprio al novantesimo, impreziosisce la netta vittoria della Fiorentina in una calda, magnifica serata a Lisbona. Una Fiorentina che conferma il suo momento magico, riguadagna terreno anche in Europa League. E si appresta a tornare in campionato, domenica sera contro l’Atalanta, per difendere e magari consolidare il suo primato in classifica. Partita giocata con il piglio sicuro, quella dei viola. Senza trovarsi mai in difficoltà, salvo intorno alla mezz’ora del primo tempo, nell’unico sprazzo di gioco in cui il Belenenses ha cercato di uscire dal guscio per cercare di farsi pericoloso. Quetione di poco. In vantaggio con Bernardeschi al 18’, la Fiorentina ha raddoppiato nel recupero con Babacar. E nel secondo tempo ha giocato davvero sul velluto. Ha passeggiato, ha corso, ha imposto il suo gioco? Chi mi ha impressionato? Vecino: capace di dominare a metà campo, dove non si è sentita l’assenza di Borja Valero. E’ stato lui, l’ex empolese, a propiziare il gol di Bernardeschi con una bordata dal limite, respinta avventurosamente dal portierino portoghese, Ventura, proprio sui piedi del giovane talento viola. Arrivato giusto in tempo per segnare. E meritare la palma del migliore in campo. Generoso, pronto a correre ovunque. Susa l’ha apprezzato molto. Eppoi? Pepito Rossi ha faticato un po’ a farsi vedere. Forse ha sofferto la presenza di Babacar, bravo nel gol del raddoppio. Il problema? Pepito deve stare più avanti per rendere al meglio. Non a caso, quando è uscito Babacar sarebbe stato pronto a sfruttare il traversone di Blaszczykowski davanti alla porta. Ma è stato anticipato da Tonel che segnato al posto suo. Classica autorete. Tutto ok? Quasi. Salvo l’infortunio a Rebic. Missione compiuta in Europa. Un quattro a zero ottenuto in trasferta è tanta roba. Bene: ora testa all’Atalanta. Il campionato aspetta i viola per un nuovo, probante esame.

BERNARDESCHI– Il giubbotto con il cappuccio, frettolosamente indossato in Italia, deve essere lasciato in albergo di fronte al caldo sole che bacia la capitale portoghese e la riva del Tago, dove sorge lo stadio del Belenenses. E dove Paulo Sousa schiera una formazione aggressiva: tutti insieme, davanti, Babacar, Bernardeschi, Rebic e Pepito Rossi. Formazione anche coraggiosa, ma comunque ben sostenuta da un centrocampo nel quale è sorprendentemente titolare il solo Vecino. Mentre Mati Fernandez vuol farsi vedere e Mario Suarez ha l’obbligo di riconquistare la fiducia dell’allenatore. Indietro Alonso, in linea con Astori e Tomovic. Fiorentina lenta a entrare in partita, ma col piglio autoritario. Corrono un gran rischio, i viola, al 16’. Punizione del Belenenses dalla trequarti calciata da Martins. Palla che palla pericolosamente davanti a Sepe senza che Kuca e Leal ci arrivino: pallone fuori di poco. Ma improvvisamente (18’) ecco il vantaggio viola: Vecino tira da fuori area. Il portiere Ventura respinge male, proprio sui piedi dell’arrembante Benardeschi che non ha difficoltà a mettere in rete.

BABACAR – Ci sono varie spanne di differenza, sul piano tecnico e tattico, fra la Fiorentina e la volenterosa ma modesta squadra portoghese. Il Belenenses, anche se sotto di un gol, ha paura a scoprirsi, teme di perdere di goleada. Allora si rintana nella sua tre quarti. La Fiorentina manovra tranquilla, poco disturbata. Addirittura ha il 73% di possesso palla, contromil 27% degli avversari. Magari, ogni tanto, i viola si complicano la vita da soli: come al 26’, quando Tomovic si esibisce in un avventuroso stop di petto mandando il pallone in angolo. Vecino giganteggia a metà campo. Mario Suarez cerca di imitarlo, ma indugia troppo con il pallone fra i piedi. E finisce per perderlo. Pepito Rossi è là davanti, troppo isolato. Il problema? Bisognerebbe chiuderla, questa partita. L’occasione ci sarebbe al 35’: su angolo di Mati Fernadez, Kuca intercetta di testa ma rischia l’autorete: è traversa. Rossi recupera il pallone, fa una gran giocata, rimette il pallone in area, ma nessuno lo segue. Peccato. Però niente paura: Vecino (46’) manovra al limite, vede Babacar in buona posizione, lo serve. Il centravanti può liberare il sinistro e far partire un tiro, lievemente deviato, che va a finire in rete. Due a zero. Il primo tempo si chiude nel modo migliore per la Fiorentina.

REBIC – In avvio di ripresa brivido per i viola: lo provoca Kuca (2’) scappando bene sulla sinistra, buon controllo in area dove si accentra e tira, Sepe respinge alla meglio. Poi la difesa allontana. Risponde Rebic (4’) con un bel tiro al volo ma Ventura se la cava in angolo. Ammirevole Bernardeschi: ubbidisce a Sousa e fa il giocatore a tutto campo. Un sacrificio? Così cresce e dimostra all’allenatore di essere duttile, buono per tanti ruoli. Comunque il suo tanto correre non dura moltissimo. Al 14’ Paulo Sousa decide di dare più sostanza al centrocampo: toglie Bernardeschi, magari per risparmiarlo in vista del difficile match con l’Atalanta, e inserisce il solido Badelj. La Fiorentina amministra sicura. Brutto episodio al 24’: scontro fra Felipe Ferreira e Rebic. Il giovane viola esce in barella e, mentre lo portano via, si vede sventolare sul naso il cartellino giallo dall’arbitro Stavrev.

ROSSI – E Pepito Rossi? Generoso: torna anche a prendersi palloni in difesa. Sta cercando la migliore condizione. E  se stesso. Sousa vuole aiutarlo e lo lascia in campo per tutta la prtita. Infatti l’allenatore toglie Babacar e far entrare un palleggiatore, Verdù. Capace di coprire una bella fetta di campo, liberando Rossi da compiti di copertura. Non basta, ultimo cambio: non rientra Rebic e lo sostituisce Blaszczykowski. Che, appena entrato, fa una bella fuga sulla destra, mette il pallone al centro dove sta arrivando Rossi. Tonel lo anticipa e, in un certo senso, fa quello che dovrebbe fare Pepito: tocca il pallone e lo manda nella sdua rete. Tre a zero per la Fiorentina. Può bastare? No, proprio in fondo arriva un gran regalo: per Rossi e per tutti. Su lancio di Badelj, Pepito si avventa sul pallone, scatta rapido, entra in area, resta freddo e batte Ventura in uscita. Quattro a zero. Gran finale. Applausi per la Fiorentina.

Belenenses – Fiorentina

Belenenses (4-3-3) Fiorentina (4-3-3) 
Ventura5Sepe6
Ferreira5Tomovic6
Brandao5,5Astori6,5
Tonel4,5Alonso6,5
Geraldes5Vecino7
Martins (nel st dal 34' Caeiro, sv)5,5Suarez6
Pinto6Mati Fernandez6,5
Sousa5Bernardeschi (nel st dal 14' Badelj, 6)7,5
Sturgeon (nel pt dal 39' Dalcio Gomez)5,5Rebic (nel st dal 36' Blaszczykowski, sv)6,5
Leal5,5Babacar (nel st dal 33' Verdù, sv)7
Kuca (nel st dal 18' Fabio Nunes, sv)6Rossi7
All.: Ricardo Sà Pinto5,5All.: Paulo Sousa7
Arbitro:Stavrev (Macedonia)6,5
Marcatorinel pt al 18' Bernardeschi e al 46' Babacar; nel st al 38' autorete di Tonel e al 45' Rossi
NoteAmmoniti: Kuca, Rebic, Badelj, Pinto

 

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

    |

    Credo che l’Atalanta creerà più problemi alla Viola che non quelli superati contro l’Inter ed i portoghesi.
    Comunque la soddisfazione di essere primi in classifica non leviamocela con i bergamaschi, che siano di sopra o di sotto!

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