L'annuncio del cardinale Betori in vista del grande appuntamento del 10 novembre 2015

Firenze: la messa del Papa sotto la curva Fiesole del Franchi. Sull’altare costruito dai detenuti di Sollicciano

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Primo piano

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Papa Francesco con il  cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze

Papa Francesco con il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze

FIRENZE – Papa Francesco celebrerà la messa e distribuirà l’Eucarestia sotto la curva Fiesole dello stadio Franchi, il 10 novembre 2015. E’ un modo per legare la fede cristiana alla grande passione di Firenze: la Fiorentina, ora prima in classifica. La prospettiva migliore, da tutti i punti di vista, ha spiegato in una conferenza stampa il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Aggiungendo un’altra notizia: che l’altare, progettato dall’architetto Riccardo Damiani, sarà realizzato dai detenuti di Sollicciano.  Verrà fatto in legno e richiamerà due soggetti cari ai fiorentini anche se temporalmente molto distanti fra loro: il Battistero di San Giovanni (XI-XIII secolo) e la chiesa di San Giovanni Battista (anni ’60 del Novecento), di Giovanni Michelucci, conosciuta anche come Chiesa dell’Autostrada.

Lo stadio Artemio Franchi di Firenze

Lo stadio Artemio Franchi di Firenze

AMBONE – Mentre l’Ambone, ossia il pulpito da dove parlerà il Papa, sempre ideato dal Damiani, sarà affidato ai ragazzi di Villa Lorenzi, struttura di recupero del disagio giovanile. Sono due iniziative, ha voluto sottolineare il cardinale, nate da lui e che hanno incontrato “il favore delle le autorità che hanno voluto accoglierle.” Nel progetto dell’altare, che sarà fatto dai carcerati, s’individua una 2gabbia” geometrica che si stacca e che evoca le sbarre della prigione nella quale anche Gesù fu arrestato. La struttura, con al centro la croce, diventerà l’elemento di richiamo visivo e meditativo in cui ogni detenuto, come del resto ogni uomo, avrà la possibilità di fissare lo sguardo. Non manca poi una razionale-verità nel gioco delle forme, come espressione di unità temporale e di sintesi fra passato e presente. La scelta degli inserti di rame e delle tonalità del verde, per la decorazione bicroma delle cornici interne, si rifà al Michelucci, che usava ampiamente il rame e il colore per le sue chiese.

EVENTO – La visita del Papa, fra il 10 e il 13 novembre 2015, è l’evento che la Curia, ma diciamo pure tutta Firenze, sta aspettando non senza palpitazioni. L’ultima volta che un Pontefice venne a Firenze era il 1986: anche Papa Wojtyla avvolse in un caldo abbraccio i fiorentini allo stadio. Vent’anni prima, dicembre 1966, era stata la volta di Papa Montini, Paolo VI: venuto a celebrare la messa di Natale in Duomo, appena due mesi e mezzo dopo l’alluvione dell’Arno che aveva devastato la città e il patrimonio d’arte e cultura per cui Firenze è, da sempre, quel che è e conta quel che conta. Anche questa visita del Santo Padre arriva in un momento particolare: anche questa città è stata colpita pesantemente dalla crisi dal 2008 in poi e dibatte, anche vivacemente, il problema dell’accoglienza dei migranti. Un momento di riflessione collettiva, con lo sguardo puntato sull’altare sotto la curva del tifo viola, potrà comunque aiutare.

 

 

 

 

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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