Si delineano gli interventi necessari

Legge di stabilità 2016: flessibilità per i pensionamenti, abolizione tassa sulla casa, rinnovo del contratto degli statali

di Camillo Cipriani - - Politica, Primo piano, Top News

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

ROMA- Gli ultimi dettagli delle linee principali della legge di stabilità 2016 sono stati discussi ieri in un vertice Renzi – Padoan. Vediamo che cosa è uscito dal confronto.

FLESSIBILITÀ – Definiti gli aspetti della prima introduzione della flessibilità in materia pensionistica, che non stravolgerebbe però la legge Fornero, si studia la forma migliore di presentare la «clausola per le riforme», che l’Italia ha già ottenuto di poter attuare per il 2016 per un importo pari allo 0,4% del Pil. Ora Roma vorrebbe ottenere su questo fronte dall’Unione europea un altro 0,1% per recuperare fondi da destinare a interventi sociali.

MIGRANTI – Infine c’è la flessibilità legata all’emergenza migranti, un altro 0,2% che porterebbe il conto complessivo, come detto a circa 17 miliardi sui 27 totali della manovra. Soldi che saranno utilizzati innanzitutto per disinnescare le clausole di salvaguardia, a cominciare dall’aumento di due punti dell’Iva previsto per il 2016.

FISCO – Ma anche per finanziare misure come l’abolizione della Tasi sulle prime case e il taglio dell’Ires, le tasse sulle imprese. Queste, secondo le ultime indiscrezioni, verrebbero portate subito dal 27,5% al 20% per le Pmi nelle regioni Meridionali, mentre già nella manovra sarebbe inserito un taglio al 24% per tutte le imprese ma a partire dal 2017.

STATALI –  Un altro nodo omplicato è quello del rinnovo del contratto degli statali. La manovra dovrà dire quanti soldi il governo ha intenzione di mettere sul piatto. Solo allora potrà partire il vero negoziato con i sindacati. Intanto il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia ha compiuto il primo passo per il rinnovo dando mandato all’Aran, il braccio operativo del governo per i negoziati, di aprire il tavolo sulla riduzione da 11 a 4 dei comparti del pubblico impiego, così come previsto dalla riforma Brunetta. Una mossa propedeutica alla contrattazione salariale.

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Camillo Cipriani

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