Lo scandalo «Dieselgate»

Volkswagen, le auto coinvolte in Italia sono 650.000. Saranno modificate gratuitamente

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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FIRENZE – Volkswagen cerca di fare chiarezza sullo scandalo «Dieselgate» scoppiato la scorsa settimana, che dagli USA si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo, coinvolgendo 11 milioni di auto. La casa automobilistica tedesca fa sapere che in Italia sono quasi 650 mila i veicoli del gruppo Volkswagen coinvolti da un richiamo per le alterazioni ai gas di scarico. Si tratta dei veicoli con motore Diesel EU5 Tipo EA 189, presenti su 361 mila Vw, 197 mila Audi, 35 mila Seat, 39 mila Skoda e 15 mila veicoli commerciali Vw. I nuovi veicoli del Gruppo Volkswagen con motori Diesel EU6, attualmente disponibili nell’Unione Europea, non sono coinvolti mentre quelli con motori Diesel EU5 Tipo EA 189, sono tecnicamente sicuri e adatti alla circolazione su strada

CLIENTI – Volkswagen ha garantito che i clienti interessati saranno contattati nelle prossime settimane, si presume entro fine ottobre. Per raccomandata, al telefono, o per e-mail. La stima fatta dal viceministro dei Trasporti Riccardo Nencini è di un milione di auto a marchio Volkswagen e Vw Commerciali, Audi, Seat, Skoda, in misura ridotta Porsche.

GARAGE – Il cliente ha la seccatura di portare l’auto in officina, ma tutte le spese sono a carico della casa costruttrice, anche se la garanzia è scaduta. Il Gruppo tedesco, secondo gli analisti americani, sborserà per gli interventi 6,5 miliardi di dollari.

SOFTWARE – Il software pirata non si vede, è integrato nell’elettronica. I tecnici devono aprire la centralina e scovare il cuore del sistema chiamato eprom, protetto da una resina. Quindi devono collegare il cuore elettronico a un computer dotato del programma di lettura e valutazione dei dati. Infine si devono riprogrammare i parametri in base a quanto indicato all’omologazione. Se non è possibile si sostituisce la centralina. Non è complicato, ma servono l’attrezzatura giusta e un paio d’ore.

Non resta che attendere l’avviso della casa automobilistica e recarsi in officina.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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