Severe critiche dei sindacati anche nei confronti della Regione

Province: mobilità del personale. Stato di agitazione proclamato in tutta la Toscana

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Polizia Provinciale di Firenze

Polizia Provinciale di Firenze

FIRENZE – Dopo le incertezze sul futuro dei lavoratori delle ex province in soprannumero e degli appartenenti alla polizia provinciale, è stato proclamato dai sindacati lo stato di agitazione in tutte le province della Toscana. Un presidio si terrà il 6 e 7 ottobre davanti al Consiglio Regionale, in via Cavour a Firenze, per protestare contro “lo scaricabarile in atto tra Regione e province sul destino dei 200 lavoratori della polizia provinciale in servizio in Toscana.”
Lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori, riuniti stamani a Firenze per iniziativa di Cgil, Cisl e Uil. Le organizzazioni sindacali hanno ricevuto il mandato a lanciare l’allarme su quanto sta accadendo, attivando tutte le necessarie forme di mobilitazione e protesta, nel rispetto delle leggi vigenti. Il presidio si svolgerà il 6 ottobre dalle ore 14 alle 17 e il 7 ottobre dalle 9 alle 11,30.

TRASFERIMENTO – Nel trasferimento delle funzioni dalle province alla Regione – è la denuncia emersa – si rischia di guardare solo a logiche ragionieristiche sul costo del personale, dimenticando del tutto i servizi alla collettività e la delicatezza delle funzioni svolte. Così però si spazzerebbe via un patrimonio di competenze e operatività importanti. Basti pensare alla tutela e controllo ambientale e sui rifiuti, agli interventi sanzionatori e di vigilanza sulle strade provinciali, a tutta l’attività di protezione e intervento su materia di caccia e pesca.

REGIONE – In particolare l’assemblea ha chiesto alla Regione di pronunciarsi sul comma 3 dell’ art 5 della Legge 125/2015, riallocando funzioni di Polizia Amministrativa sulle materie oggetto di riordino. Tanti gli interventi in cui i lavoratori hanno manifestato preoccupazione non solo per il loro posto di lavoro e la salvaguardia delle loro competenze, ma anche per i danni che si genereranno alle comunità locali, riducendo o lasciando alla deriva servizi importanti.

UIL – “Su questo – ha sottolineato Flavio Gambini della Uil-Fpl toscana – chiediamo alla Regione e all’Upi di trovare soluzioni responsabili, che mantengano l’operatività del corpo di polizia, ma ad oggi assistiamo ad un rimpallo che oggettivamente sconcerta. La Regione deve fare chiarezza sui fabbisogni degli agenti per gestire le funzioni che ha ripreso, mentre tutte le Province devono garantire, in attesa della riforma costituzionale, quella parte di servizi rimasta di loro competenza.”

CGIL – “Il gioco a cui si assiste – ha detto Debora Giomi, segretaria regionale della Fp-Cgil – è viceversa quello di alzare le braccia e dire che la maggioranza del personale può e deve transitare nella polizia municipale, dove però il coordinamento di queste funzioni è assente e gli agenti non potranno garantire il servizio alla collettività”

CISL – “Quando si procede ad attuare le riforme – aggiunge il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica toscana, Marco Bucci – occorre grande attenzione alle scelte organizzative e alle misure che si intendono mettere in campo. Sulla Polizia provinciale invitiamo Giunta e Consiglio Regionale ad aprire una riflessione veloce che supporti la Presidenza della Regione per valutare risposte adeguate nell’interesse dei cittadini.”

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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