Indagini e pedinamenti

Oleodotto Eni Livorno-Calenzano, furti di gasolio: tre arresti

di Redazione - - Cronaca

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Carabinieri in azione

Carabinieri in azione

FIRENZE – I carabinieri li hanno seguiti per centinaia di chilometri e quando hanno avuto la certezza di non farseli più sfuggire li hanno arrestati con l’accusa di furto di carburante dall’oleodotto dell’Eni che collega Livorno a Calenzano: due romeni di 30 anni li hanno presi a Viterbo e un kosovaro di 25 anni ad Altopascio (Lucca).

I tre stranieri sono stati fermati poco dopo l’ultimo furto compiuto la scorsa notte nelle campagne di San Miniato (Pisa). Dopo il colpo infatti i banditi si sono separati e i militari però sono riusciti a seguirli tutti: i due romeni, diretti a Roma, sono stati fermati in un’area di servizio del Viterbese dai carabinieri che li hanno pedinati senza dare nell’occhio, mentre il kosovaro è stato bloccato mentre stava scaricando da un furgone 10 bidoni da mille litri ciascuno contenenti gasolio.

Il giovane stava operando all’interno di un piazzale di una società di autotrasporti di Altopascio della quale risulta essere dipendente. Sono in corso accertamenti per stabilire se i titolari della ditta fossero o meno a conoscenza dell’attività illecita dello straniero. I carabinieri di San Miniato erano sulle tracce della banda di stranieri da settimane ma hanno atteso il momento giusto per intervenire per sorprendere i ladri in flagranza di reato. A luglio infatti vi fu un furto analogo nella stessa zona ma i banditi persero un telefonino e dal traffico telefonico dell’apparecchio gli inquirenti sono risaliti ai tre stranieri arrestati oggi. Il carburante rubato, e già raffinato, veniva poi venduto al mercato nero, per lo più autotrasportatori compiacenti. Il gasolio recuperato oggi ha un valore di circa 15 mila euro.

 

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