A causa dei tagli statali mancano 130 milioni

Toscana, Enrico Rossi: «Bilancio 2016 molto difficile, investimenti a rischio»

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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Enrico Rossi, governatore della Toscana

Enrico Rossi, governatore della Toscana

FIRENZE – Un anno per niente semplice il 2016 che sta arrivando. «A causa del pareggio di bilancio», se non ci saranno modifiche, quello del 2016 «sarà uno dei bilanci più difficili per la Toscana» e «dovremo comprimere la parte di spesa come mai fatto in precedenza».

Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenendo oggi 7 ottobre in Consiglio regionale nel dibattito su una informativa della Giunta relativa al documento preliminare al bilancio 2016.

«Prendiamo impegno a mandare a Roma, entro il 30 ottobre – ha aggiunto – il nostro bilancio di parte corrente e lo accompagneremo con un emendamento sugli investimenti che quest’anno, sempre per il pareggio di bilancio, saranno molto ridotti».

Rossi ha sottolineato che «con il pareggio di bilancio, il libro dei sogni degli investimenti finisce. Possiamo spendere molto poco, stiamo discutendo con il governo per vedere di allargare le possibilità di fare investimenti, che al momento sono di circa 100 milioni di euro. Se anche arrivassimo a 150 ci permetterebbe di affrontare in modo più rilassato il bilancio».

Da gennaio prossimo, ha detto ancora, «ci sarà poi un altro tassello con il cambiamento delle competenze, perché alcune funzioni delle Province passeranno alla Regione. Anche questa sarà una prova decisiva».

Nel complesso le minori risorse a disposizione della Toscana, a causa dei mancati trasferimenti statali, ammontano a 444 milioni, ma anche in virtù della spending review già avviata dallo scorso anno, la Regione stima di riuscire a contenerne portata a «soli» 130 milioni circa.

«Stiamo lavorando per trovare quei 100 milioni più un’altra trentina che serviranno per le Province – ha detto l’assessore Vittorio Bugli -, cercando di andare ancora avanti con la spending review, cercando di spostare un po’ di risorse europee e concentrarle su spese che prima venivano fatte con risorse regionali».

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