Le difficoltà finanziarie sforano il patto di stabilità

Città metropolitane: appena nate bussano già a quattrini. Ma la spesa pubblica non doveva diminuire?

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Firenze, Palazzo Vecchio

Firenze, Palazzo Vecchio

ROMA – “Le Città metropolitane versano in una situazione di grave difficoltà finanziaria, in ragione dei tagli imposti dalla legge di stabilità e del ritardo nell’attuazione delle disposizioni sul riordino istituzionale e sulla ricollocazione del personale. Questa condizione si tradurrà quasi certamente nello sforamento del Patto di stabilità, per cui è indispensabile procedere senza indugio, anche a garanzia del mantenimento dei servizi e dei livelli occupazionali dei lavoratori, tenendo conto delle misure acceleratorie disposte dal decreto legge Enti locali”. Lo afferma il sindaco di Firenze e coordinatore delle Città metropolitane dell’Anci, Dario Nardella, che oggi ha preso parte alla riunione dell’Osservatorio nazionale sullo stato di avanzamento della Delrio.

“Abbiamo ribadito – aggiunge Nardella – la necessità di procedere speditamente alla piena attuazione delle disposizioni di legge, anche in ragione della avvenuta emanazione del Dm 14 settembre 2015, che disciplina i criteri per la mobilità del personale interessato dal processo di riordino. Le Città metropolitane attendono il ristoro degli oneri finanziari per il personale, il cui sgravio ha giustificato in parte il taglio di risorse subito nel 2015. Occorre inoltre considerare – prosegue l’esponente Anci – che il ritardo attuativo si è tradotto in un blocco del turn-over per i Comuni. E’ quindi necessario che tutte le Istituzioni interessate procedano nei termini e nei tempi stabiliti dalla legge e dal decreto ministeriale, in maniera da consentire – conclude Nardella – il ripristino del regime assunzionale ordinario negli ambiti regionali nei quali si completerà la ricollocazione del personale soprannumerario”.

Questa situazione conferma che comunque quando si tratta di enti locali ogni riforma, invece che tradursi in un risparmio di finanze e di personale, si traduce in ulteriori duplicazioni e sprechi.

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Camillo Cipriani

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