Le differenze da nord a sud d'Italia

Tassa di soggiorno: a Viareggio e Firenze le aliquote più alte. Ecco quanto paga il turista nelle città turistiche

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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PASQUA A FIRENZE, CAMERE VUOTE NEGLI HOTELROMA – La tassa di soggiorno, contestata dagli albergatori, è applicata in modo vario dai Comuni, che nel 2015 – secondo un’indagine di Federalberghi – incasseranno circa 429 milioni di euro a titolo di imposta di soggiorno e imposta di . L’incasso di Roma, Milano, Venezia e Firenze (le 4 città con il maggior gettito) è superiore a 238 milioni, oltre il 55% del totale nazionale. Viareggio e Firenze sono fra le prime cinque in classifica. Nel 60% dei Comuni non si paga dopo un certo numero di notti

Per una notte in hotel a 1 stella l’imposta va dai 35 centesimi di Montecatini ai 3 euro a Roma. All’estremo opposto i 5 stelle, da 1 euro a 7 euro.

Ecco una scheda che illustra la misura dell’imposta in alcune località, in relazione ai pernottamenti in albergo.

I numeri progressivi vanno dagli alberghi a 1 stella fino a quelli a 5 stelle.

Roma       3,00    3,00    4,00  6,00  7,00

Viareggio 2,00    3,00   4,00 4,50   5,00

Milano     2,00    3,00   4,00   5,00  5,00

Torino     1,80     2,30    2,80   3,70   5,00

Firenze    1,50    2,50     3,50   4,50   5,00

Venezia    1,00   2,00    3,50    4,50   5,00

Napoli      1,00    1,00    1,50    2,50   4,00

Catania     1,00    1,50    1,50    2,00   2,00

Villasimius 1,00  1,00    1,00   2,00   2,00

Pesaro         0,70   1,00    1,30   2,00   2,50

Capo Rizzuto 0,60 0,80  0,80 1,00   1,00

Vieste           0,60   0,60   0,80   1,00  1,00

Palermo      0,50   1,00    1,50    2,00   3,00

Rimini         0,50   0,70    1,50    2,50   3,00

Sondrio        0,50   1,00    1,50   2,00   2,50

Stresa            0,50   0,50   1,00   1,50   2,50

Bibione         0,50   0,60    0,70   1,00   1,00

Montecatini Terme 0,35 0,70 1,00 1,40 1,70

Il calcolo dell’imposta non si conclude con l’individuazione del valore standard da applicare sulla base della tipologia e della categoria: occorre tener conto delle regole che ciascun comune ha fissato per determinare i periodi di applicazione, le esenzioni, le riduzioni, etc. In più di un terzo delle località (34,8% dei comuni che applicano l’imposta), ad esempio, i ragazzi sino a 14 anni di età sono esentati dall’obbligo di pagare l’imposta. In altri casi l’esenzione vale fino al decimo anno (17,4% dei comuni), al dodicesimo (16,7%) o al tredicesimo (8,6%). Il 33% dei comuni ha stabilito di non applicare l’imposta durante il periodo di bassa stagione (che ovviamente varia da comune a comune). Molti altri hanno optato per far pagare l’imposta tutto l’anno, applicando uno sconto in bassa stagione. In più del 60% dei comuni l’imposta non si applica dopo un certo periodo di permanenza.

Sono previste riduzioni ed esenzioni per gli anziani, per i gruppi organizzati, per i disabili, per gli autisti, le guide e gli accompagnatori, per chi frequenta le terme, per gli studenti, per i lavoratori, per le aree periferiche.

 

 

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Camillo Cipriani

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