Resta da definire la questione della polizia provinciale

Toscana, province. La regione avvia la legge di riordino per funzioni e personale

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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La struttura-lager di Prato è stata sequestrata dalla Polizia provinciale

FIRENZE – La Toscana è stata la prima Regione italiana a dotarsi di una legge di riordino per risolvere il nodo del riassorbimento delle funzioni e del personale delle Province, e “si tratta del più pesante riordino istituzionale degli ultimi decenni”. Lo ha ricordato ha spiegato l’assessore regionale alle riforme istituzionali Vittorio Bugli intervenendo in Consiglio regionale con una comunicazione sul tema.

PERSONALE – “Ci saranno cambiamenti enormi – ha aggiunto -, ma proprio per questo rappresenterà una grande opportunità per riavvicinare i cittadini alle istituzioni, semplificare la pubblica amministrazione, aumentarne la trasparenza e la produttività”. Parlando del riordino istituzionale e del futuro del personale delle Province, Bugli ha ricordato che entro il 31 di ottobre dovrà essere stabilito in via definitiva l’elenco del personale che transiterà dalle Province alla Regione. Negli accordi definiti tra Province, Città metropolitana e Regione il personale interessato al trasferimento è di 990 unità e comprende i dipendenti che si occupano di ambiente, agricoltura, formazione professionale, strade regionali. Il riordino riguarda anche il trasferimento delle funzioni di agricoltura dalle Unione dei Comuni alla Regione. Il trasferimento non riguarderà i dipendenti che cesseranno il servizio entro il 2016. Dunque chi andrà in pensione entro il 2016 resterà nel ruolo provinciale fino al pensionamento.

POLIZIA PROVINCIALE – Bugli ha anche spiegato che restano da definire le questioni riguardanti la polizia provinciale e i servizi per l’impiego. Riguardo a questi ultimi Governo e Regioni si sono impegnati a reperire le risorse necessarie per il personale a tempo indeterminato con questa suddivisione: 2/3 a carico dello Stato, 1/3 a carico delle Regioni e a sottoscrivere singole convenzioni tra ciascuna Regione e Ministero. Per la polizia provinciale, invece, il decreto-legge 78/2015 prevede il passaggio del personale ai Comuni per le funzioni di polizia municipale, salvo il personale che la Provincia trattiene per l’esercizio delle sue funzioni fondamentali. E’ attivo un confronto con le organizzazioni sindacali dei lavoratori per cercare di mantenere l’unitarietà del corpo provinciale e non disperdere il patrimonio di competenze e professionalità acquisito dalla polizia provinciale in questi anni.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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