Campagna di informazione nelle scuole e tra la gente

Toscana, sicurezza in mare? La Guardia Costiera comincia dalla prevenzione a terra

di Sandro Addario - - Cronaca

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Un operatore della sala operativa della Guardia Costiera a Livorno

Un operatore della sala operativa della Guardia Costiera a Livorno

LIVORNO – Sicurezza in mare? La Guardia Costiera della Toscana comincia anche dalla terraferma. Questo il significato della prossima campagna di prevenzione che i militari della Direzione Marittima regionale, che ha sede a Livorno, effettueranno presso scuole, enti associazioni. Obiettivo: avvicinare tutti i cittadini interessati, non solo delle località di mare ma anche quelli delle città cosiddette «di terra».

Vincenzo Di Marco, comandante della Guardia Costiera Toscana

Comandante Vincenzo Di Marco

«Sono molti gli incidenti in mare che si sarebbero potuti scongiurare, applicando anche solo un maggiore buon senso» dice il capitano di vascello Vincenzo Di Marco, neo Direttore marittimo della Toscana, arrivato a Livorno da circa un mese dopo analoga esperienza a Cagliari come Direttore marittimo della Sardegna centro-meridionale e Comandante della Capitaneria di porto del capoluogo.

Da qui la necessità di «formare per prevenire» e quella di incontrare la gente, in ogni circostanza favorevole, per spiegare a tutti la sicurezza in mare e contribuire ad accrescerne la cultura. Perché il mare, è stato più volte ribadito, è un amico ma merita rispetto e bisogna saperlo conoscere e non affrontarlo con leggerezza.

Significativi i dati dell’operazione «Mare sicuro 2015» in Toscana nel periodo estivo. Sono state 110 le persone salvate e 42 le imbarcazioni assistite, grazie anche all’intervento dei «battelli veloci» impegnati nel controllo del mare e delle spiagge di tutto l’arcipelago. Aumentati i controlli: oltre 10.000, quasi il 20% in più rispetto all’anno precedente, con 292 sanzioni (246 nel 2014) che spesso portano anche al sequestro del natante. «Salvare la gente è il nostro compito principale – ha concluso il comandante Di Marco – ma dobbiamo sanzionare i comportamenti scorretti. Sono un danno per la collettività, ma anche per chi li adotta».

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Sandro Addario

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