In azione i Carabinieri del Ros

Firenze, Fabrizio Palenzona (vicepresidente Unicredit) indagato dalla direzione distrettuale antimafia

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit

Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit

FIRENZE – Il vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona risulta indagato e destinatario delle perquisizioni, svolte oggi 8 ottobre, disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze nell’ambito di indagini che hanno portato agli accertamenti condotti dal Ros dei Carabinieri su eventuali infiltrazioni mafiose nel settore della finanza. Unicredit, sede sociale a Roma e Direzione generale a Milano, è fra i maggiori gruppi di credito europei, con 40 milioni di clienti, attivo in 22 paesi.

Molte delle perquisizioni disposte dalla Dda fiorentina, ed effettuate dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, sono state effettuate in Toscana. L’operazione antimafia riguarda una presunta rete di fiancheggiatori che potrebbero anche avere collegamenti più o meno diretti con la latitanza del super boss Matteo Messina Denaro.

Gli investigatori stanno eseguendo perquisizioni, disposte dalla Dda di Firenze, che riguarderebbero anche imprenditori e manager, una decina delle quali sarebbero in corso nell’area pisana e della Versilia. Una delle perquisizioni riguarda il costruttore Andrea Bulgarella.

Investigatori e inquirenti mantengono il massimo riserbo ma, secondo quanto si è appreso, l’attività coinvolge diverse regioni italiane. Al vaglio degli inquirenti vi sarebbero soprattutto alcune operazioni finanziarie sospette legate a possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale.

AGGIORNAMENTO ORE 17.33

«UniCredit, preso atto delle notizie di stampa in merito ad indagini che coinvolgono esponenti della banca, dichiara di avere piena fiducia nel loro operato e si ritiene certa che le indagini dimostreranno con chiarezza la loro estraneità rispetto alle contestazioni mosse». E’ la posizione della banca in merito alle indagini che coinvolgono il vicepresidente Fabrizio Palenzona.

Il Ros avrebbe perquisito Palenzona a Milano. Secondo l’accusa della Dda di Firenze, il vicepresidente di Unicredit sarebbe accusato di reati finanziari, con l’aggravante dell’art.7 per aver agevolato clan mafiosi, avendo sostenuto, insieme ad altri indagati, le attività del costruttore Andrea Bulgarella, originario di Trapani ma da tempo operativo in Toscana, a Firenze, Pisa e Lucca.

«Il dott. Palenzona neppure conosce la persona che sarebbe stata, secondo gli inquirenti, da lui favorita». Nelle perquisizioni «nulla è stato trovato perché nulla poteva essere trovato». «Siamo certi che questo spiacevole episodio verrà chiuso in tempi brevi». Così Massimo Dinoia, legale di Fabrizio Palenzona.

Bulgarella, impegnato in affari immobiliari, avrebbe maturato un’esposizione finanziaria di circa 65 milioni di euro, coinvolgendo anche una piccola banca di credito cooperativo, la Bcc di Cascina (Pisa), che da qualche tempo Bankitalia ha commissariato per importanti criticità gestionali.

Bulgarella, per risolvere il «buco», si sarebbe rivolto a Unicredit per sostenere il debito ed avrebbe trovato in Palenzona ed altri manager chi gli avrebbe favorito altri finanziamenti nonostante la forte esposizione.

In tutto sono una decina le persone indagate nell’inchiesta; una ventina le perquisizioni effettuate. Tra gli indagati ci sarebbe anche il manager Roberto Mercuri, braccio destro di Palenzona in Aeroporti di Roma.

Perquisizioni anche a Trapani, Roma, Firenze, Palermo per sequestrare documentazioni bancarie. Tra le valutazioni dei pm della Dda di Firenze, quella di accusare alcuni indagati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’appropriazione indebita. Nell’inchiesta non è contestato l’articolo 416 bis ma, solo per alcuni indagati, l’art.7. Tuttavia, per gli investigatori del Ros l’imprenditore Bulgarella viene ritenuto aver collegamenti, per via indiretta, col boss Matteo Messina Denaro, latitante da decenni.

Andrea Bulgarella è alla guida del gruppo che porta il nome suo e di suo nonno dagli anni ’70, periodo in cui stabilisce di variare il campo d’attività dell’impresa di famiglia, fino ad allora specializzata nella costruzioni di strade e altre opere pubbliche dell’agro-ericino, in provincia di Trapani. Bulgarella junior scommette sull’attività di recupero di molti degli edifici storici più significativi del Trapanese e la realizzazione di importanti strutture ricettive e direzionali, attività che prosegue anche in Toscana, tra Pisa e la Versilia, dove arriva negli anni ’90.

E’ nella città della Torre Pendente che, attraverso le diverse ramificazioni del gruppo realizza hotel di lusso e recuperi residenziali, anche quelli di ex colonie marine sul litorale pisano, oltre a centri direzionali. Le fortune sono alterne e proprio l’ultimo progetto, il cosiddetto Parco delle Torri, a poche centinaia di metri dall’ospedale Cisanello di Pisa, gli crea le maggiori difficoltà accumulando fortissime esposizioni bancarie, in particolare con la piccola Banca di credito cooperativo di Cascina (Pisa), recentemente commissariata da Bankitalia per difficoltà gestionali importanti. Il Parco delle Torri è un’opera incompiuta a Pisa: nato come progetto ambizioso, è naufragato quasi subito e con lavori che hanno proceduto estremamente a rilento. Da anni sono visibili solo gli scheletri del vano scale delle Torri.

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