I tassisti rifiutano le chiamate. E il 21 ottobre sarà sciopero

Firenze, taxi: servizio nel caos. Nardella: «E’ un attacco alla città»

di Redazione - - Cronaca, Primo piano

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taxiFIRENZE – Prosegue senza sosta la protesta dei tassisti fiorentini dopo la rottura delle trattative, ieri 7 ottobre, con il Comune sulla questione dell’aumento delle licenze in città (Palazzo Vecchio ne vuole 100 in più e per questo ha varato un’apposita delibera) . Oltre ad aver indetto uno sciopero (in programma il 21 ottobre), come ulteriore «iniziativa spontanea» i tassisti dalla serata di ieri stanno rifiutando le chiamate di prenotazione alle centraline.

Dunque per il momento è possibile tentare di prendere un taxi soltanto aspettando le auto bianche nelle apposite aree di sosta presenti in città. Durissima la reazione del sindaco Dario Nardella: quello che stanno facendo i tassisti fiorentini «è un attacco alla città. Mi auguro che non scelgano di andare avanti su questa strada, che fa soltanto male ai fiorentini e a Firenze». Quanto al merito della questione, il sindaco ha detto che il Comune va comunque avanti: «Confermiamo la nostra posizione», ha spiegato oggi ai giornalisti.

AGGIORNAMENTO ORE 20.36

Lunedì prossimo 12 ottobre scatterà un presidio di protesta dei tassisti in Consiglio comunale, nel giorno in cui andrà in discussione la delibera per l’aumento di 100 unità delle licenze in città. Dell’iniziativa ha parlato il presidente del 4390 taxi, Claudio Giudici. «Il sindaco Nardella ha detto che il Comune va avanti sulle sue posizioni: bene. Noi li vogliamo guardare tutti negli occhi, lunedi, quando approvando questa delibera, i consiglieri, gli assessori e il sindaco compiranno un atto ingiusto, contro un’intera categoria». Giudici spiega che contro il provvedimento «verranno messe in atto tutte le proteste possibili, ovviamente nei limiti della legalità: i nostri avvocati sono pronti alla battaglia legale, a preparare ricorsi contro il provvedimento e contro altri diversi aspetti del servizio taxi a Firenze su cui abbiamo molto da ridire ma su cui fino ad oggi ci siamo morsi la lingua. Il Comune vada pure avanti; noi lo aspettiamo a testa alta», ha concluso Giudici

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