Stanziati 3,8 milioni di euro

Toscana, il servizio «Pronto badante» si estende a tutta la regione

di Redazione - - Cronaca, Top News

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Badanti italiane VS badanti straniere

Badanti, disponibile il numero verde della Regione Toscana

FIRENZE – Si estende adesso a tutta la Toscana il progetto «Pronto badante», avviato sperimentalmente nel marzo di quest’anno a Firenze e provincia. Visto il successo dell’iniziativa, la Regione ha deciso di mettere a disposizione delle famiglie in tutta la Toscana il servizio che consiste in un sostegno immediato alle famiglie e alle persone anziane nel momento in cui si presenta, per la prima volta, una situazione di fragilità.

E ha stanziato per la sua attuazione 3,8 milioni di euro. Nei primi sei mesi di attività, grazie al progetto, a Firenze e provincia sono arrivate oltre 5.700 telefonate al numero verde 800-593388, sono stati attivati 833 percorsi di assistenza da parte dell’operatore ed erogati 490 voucher per instaurare un primo rapporto di lavoro temporaneo, ma regolare con una o un assistente familiare.

E’ stato dato un contributo concreto, 300 euro in buoni lavoro, in tempo reale, senza liste di attesa. Il progetto prevede che entro massimo 48 ore dalla richiesta di aiuto al numero verde, un operatore autorizzato si rechi a casa dell’anziano per valutare la situazione, orientare la famiglia sui servizi territoriali disponibili, e aiutarla a attivare il rapporto con l’Inps, con voucher da subito disponibili.

In pratica ore di lavoro da utilizzare subito con i prestatori di assistenza. E in maniera trasparente. Non lavoro nero, spiega la Regione, ma rapporto di lavoro regolare. «Sono molti gli aspetti positivi di ‘Pronto badante’ che ci hanno spinto all’allargamento del progetto, creando un modello toscano innovativo che pone al centro degli interventi di welfare la famiglia e la persona anziana in difficoltà con azioni individualizzate – afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi -. Tra l’altro non c’è solo un rapporto istituzione-cittadino, ma dato che l’interfaccia è costituita da soggetti del terzo settore, soprattutto associazioni di volontariato, con tutto il loro bagaglio di esperienze e conoscenze, si crea un circolo virtuoso che rafforza la coesione sociale».

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