Era in gita scolastica per visitare l'Expo. Il corpo senza vita scoperto alle 6 del mattino

Milano, studente di Cecina di 17 anni muore dopo essere precipitato dal 6° piano di un hotel

di Redazione - - Cronaca, Primo piano, Top News

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Milano, l'hotel dove si è consumata la tragedia per il ragazzo 17enne di Cecina

Milano, l’hotel dove si è consumata la tragedia per il ragazzo 17enne di Cecina

MILANO – Elia Barbetti, un ragazzo toscano di appena 17 anni, è morto nella notte fra ieri e oggi 15 ottobre a Milano, dopo essere precipitato da una camera di albergo al sesto piano dell’hotel Camplus Living Turro, zona Lambrate.

Il giovane era uno studente del liceo statale Enrico Fermi di Cecina (Livorno). Il 118 ha ricevuto una chiamata dalla polizia alle 5.39 di questa mattina ma i sanitari, immediatamente intervenuti, hanno potuto soltanto constatare il decesso del 17enne.

Il cadavere era stato scoperto poco prima da una guardia giurata impegnata in servizi di vigilanza. La caduta dal sesto piano dell’hotel è stata fatale ed è stato inutile anche il trasporto in ospedale.

Lo studente si trovava a Milano con la sua scuola per visitare l’Expo. Il 10 maggio scorso lo studente Domenico Maurantonio era morto in un incidente tragicamente simile a quello di questa notte.

Altri tre ragazzi che condividevano la camera del giovane deceduto, quando è intervenuta la polizia stavano dormendo. Sul posto c’è il pm di turno, Piero Basilone, che sta effettuando un sopralluogo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica del decesso.

AGGIORNAMENTO ORE 14.42

Caduta accidentale – La Procura di Milano ipotizza che la morte del ragazzo sia dovuta a una caduta accidentale. E che il giovane si sia sporto dalla finestra forse per un malore dopo aver fumato uno spinello. Dai primi accertamenti, quindi, gli inquirenti avrebbero escluso l’ipotesi di un suicidio.

Nella stanza dove avevano dormito i ragazzi, che ieri avevano visitato Expo e sarebbero dovuti ripartire oggi per la Toscana, la polizia ha trovato alcune dosi di marijuana. Inoltre i tre compagni di stanza, interrogati, hanno spiegato di aver bevuto e fumato un paio di spinelli assieme allo studente, nel corso della notte, e di non essersi accorti che il ragazzo era precipitato dalla camera al sesto piano mentre stavano dormendo.

Sarebbero andati a letto, infatti, con le tapparelle della finestra chiuse e non avrebbero avvertito rumori nel corso della notte. Quando sono stati svegliati dalla polizia la finestra era aperta. Il corpo è stato ritrovato alle 5,40 a circa 4 metri di distanza dalla parete dell’hotel, al di là di un muro divisorio che separa l’albergo dalla sede di una società di vigilanza privata e contro il quale il ragazzo è andato a sbattere durante la caduta avvenuta presumibilmente attorno alle 3.

L’ipotesi di una caduta accidentale è emersa anche dai primi accertamenti sulla dinamica e dalla distanza tra la finestra e il punto di caduta. Il ragazzo era alto quasi un metro e 80 centimetri e la finestra si trova a un metro e 9 centimetri dal pavimento della stanza. Misure compatibili con l’ipotesi che Elia si sia sporto dalla finestra, forse perché si sentiva male e voleva respirare un po’ d’aria, e sia precipitato. Oltre alle ferite dovute all’impatto con il suolo, sul cadavere è stato trovato anche un ematoma che si sarebbe procurato andando a sbattere contro il muro divisorio.

Il cordoglio del sindaco – «Siamo sconvolti, questi sono eventi tragici che segnano una comunità», è stato il commento del di Cecina, Samuele Lippi appena appresa la notizia della morte di Elia Barbetti. «Sono tutti ragazzi di quarta e quinta liceo – ha aggiunto il sindaco – quindi maggiorenni o poco meno, tutti motivati per questa gita all’Expo. Erano partiti con un solo pullman. Un momento di gioia trasformato in tragedia e niente che poteva far presagire questo terribile epilogo». I ragazzi, due classi del liceo, erano partiti ieri per la visita programmata all’Expo e sarebbero dovuti rientrare in giornata dopo il pernottamento in hotel.

L’addio degli amici su Facebook – Intanto sulla pagina Facebook del ragazzo sono comparsi molti messaggi di amici, conoscenti e parenti che si dicono increduli e lo salutano chiamandolo campione per il suo talento calcistico. «Io non riesco a crederci come è potuto succedere!!! Mi dispiace addio campione!!!», «Batti i rigori anche da lassù…». Un coetaneo che racconta così la sua amicizia con il ragazzo morto: «Avevamo si e no 10 anni quando ci siamo conosciuti. Mi ricordo quando ci incontrammo la prima volta, tu con un felpone e cappuccio in una brutta e piovosa giornata di maggio. Iniziammo così, sempre insieme a giocare a calcio in spiaggia, a casa tua a giocare alla Playstation, e sognavamo di diventare come quei campioni che tanto ci piaceva vedere in tv. E sai che ti dico? Tu un campione lo sei sempre stato, con quegli occhioni vispi che parlavano e sempre col sorriso in bocca e la voglia di scherzare…».

 

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