Presentato oggi 15 ottobre

Povertà in Toscana, dossier Caritas 2015: 200 mila i cittadini in stato di bisogno. E i «nuovi poveri» sono italiani

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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clochard

Non solo i clochard: i nuovi poveri sono spesso toscani che hanno perso il lavoro

FIRENZE – Dopo anni di costante crescita, la povertà in Toscana sembra avere una relativa battuta d’arresto. Lo testimoniano i dati del rapporto Istat di luglio 2015: la percentuale di toscani al di sotto della soglia di povertà relativa è del 5,1%, oltre un punto e mezzo inferiore al 2014.

Sono quindi circa 191 mila i residenti nel territorio regionale che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa. Il dossier Caritas presentato oggi 15 ottobre rileva che sono diminuiti sia i «nuovi poveri» (dai 10.225 del 2013 ai 9.700 del 2014) sia le situazioni di «povertà cronica» (da 5.248 a 4.781).

L’aumento più significativo – da 9.888 a 11.536 – ha riguardato invece la fascia di coloro che sono seguiti dalla Caritas da più di un anno e da meno di sei, ossia coloro che hanno cominciato a rivolgersi ai Centri d’Ascolto nel periodo più acuto della crisi economica e che non riescono a risollevarsi.

Le persone incontrate nel 2014 dagli operatori Caritas sono state 26.017: il 2,6% in più del 2013, ma sostanzialmente in linea con la tendenza dell’ultimo quinquennio di crisi economica. Secondo i ricercatori tuttavia può voler dire «che il sistema Caritas ha raggiunto una capienza massima oltre cui non riesce ad andare per come è strutturato».

Continua a ridursi la forbice fra italiani e immigrati: nel 2014 questi ultimi sono stati 17.115, pari al 65,6% del totale, quasi tre punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente (68,1%) e -14,5% nel raffronto con il 2007. Gli irregolari sono 1.799, pari all’11% del totale: incidenza inferiore al 19% del 2013 e pari a meno della metà rispetto al 24% del 2012.

Le comunità immigrate maggiormente presenti nei Centri d’ascolto sono più o meno le stesse del 2013: la più numerosa è quella della Romania (3.431), pur in calo del 9,8%. Seguono Marocco (3.192), Albania (2.188), Perù (775), Nigeria (689), Senegal (590), Tunisia (585), Ucraina (518), Sri Lanka (404) e Somalia (333). La pur numerosa comunità cinese rappresenta appena l’1,1% (192 persone) degli immigrati che hanno bussato alla porta della Caritas.

Tre persone su quattro (75,7%) che nel 2014 hanno avuto necessità di rivolgersi alla Caritas sono senza lavoro. Il 63,7% vive stabilmente in un’abitazione: oltre un sesto (17,2%) dei «nuovi poveri» italiani è proprietario della casa in cui abita, un’incidenza superiore di oltre tre punti percentuali a quella media generale (14,1%). Crescono però anche le persone senza dimora o in una situazione di grave marginalità abitativa: nel 2014 sono stati 2.562 (+31,3).

«I numeri sono sempre molto alti – ha dichiarato la vicepresidente toscana, Stefania Saccardi – la difficoltà a trovare lavoro è ancora molto alta, così come il problema della casa è ancora fortemente sentito. Questo richiama un po’ tutti a lavorare ancora di più sul tema della povertà».

«C’è una fascia di poveri che non riesce a risollevarsi: bisogna far qualcosa, perché le parole non aiutano a venirne a capo» è stato il commento di monsignor Riccardo Fontana, delegato della Conferenza episcopale toscana per le Caritas regionali. «Si tratta di 24-26 mila persone – ha osservato – non sono numeri tali che bloccano una regione importante e sana come la Toscana, se ne può venire a capo: basta metterlo fra le esigenze».

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