Nuove sorprese dalla legge di stabilità 2016

Canone Rai in bolletta: multa da 500 euro ai trasgressori. Ma si potrà pagare a rate. I Consumatori annunciano ricorsi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

ROMA – Man mano che emergono i dettagli di quanto previsto nella di legge di stabilità 2016 escono fuori le sorprese. Per quanto riguarda il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica, i trasgressori e le società di gestione saranno soggetti a pesanti sanzioni. Inoltre il canone potrà essere rateizzato.

SANZIONE – Per coloro che non pagano la tassa ci sarà una “sanzione amministrativa pari a cinque volte”, quindi si rischia una multa di 500 euro. Il gestore che non denuncia i morosi sarà passibile di una multa fino a tre volte, cioé fino a 300 euro. Attualmente esiste una “pena pecuniaria da due a sei volte”. La bozza della legge di stabilità rimanda a un decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con quello dell’Economia, sentita l’autorità per l’Energia elettrica, la definizione di “criteri, tempi e modalità” per il pagamento, tra cui viene contemplata anche “la rateizzazione del canone“.

CODACONS – Contro l’inserimento del canone Rai in bolletta il Codacons annuncia la presentazione di un ricorso finalizzato ad invalidare il provvedimento. “Impugneremo la decisione del Governo di far pagare il canone Rai con la bolletta elettrica e solleveremo questione di costituzionalità”, afferma il presidente Carlo Rienzi. “Si tratta infatti di una misura illegittima che contrasta palesemente con la natura giuridica dell’imposta la quale, in base al Regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive e non ha nulla a che vedere con le bollette”, spiega Rienzi.

COMUNI – Secondo il Codacons, inoltre, dalla Legge di stabilità emergono “altre preoccupanti criticità che potrebbero danneggiare i cittadini- Il taglio di Imu e Tasi e le conseguenti minori risorse che entreranno nelle casse dei Comuni, se non saranno compensate da finanziamenti provenienti dallo Stato centrale, potrebbero portare le amministrazioni comunali ad aumentare la tassazione locale, con danni enormi per i contribuenti. Il Codacons promuove invece l’innalzamento della soglia per i pagamenti in contanti da 1.000 a 3.000 euro, decisione che semplificherà la vita a cittadini e imprese senza tuttavia avere conseguenze sul fronte dell’evasione”.

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Camillo Cipriani

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