Sferzante attacco dei segretari Cgil, Cisl e Uil diretto al premier

Pubblica amministrazione: nuovo contratto. Poche risorse. I sindacati imbufaliti annunciano mobilitazione durissima

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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manifestazione statali

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ROMA – Dopo l’esposizione del premier di quanto è stato previsto nella legge di stabilità per i contratti del pubblico impiego i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil annunciano una “mobilitazione durissima”. A loro avviso le risorse previste (200 milioni) sono solo ”una mancia”, ”una provocazione” e non garantiscono un contratto dignitoso per i lavoratori pubblici. A tal proposito hanno emesso una nota congiunta.

– “Non accettiamo – sottolineano Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa – la provocazione di Matteo Renzi. I 300 milioni, che poi diventano 200 a fine serata, della “stabilità” elettorale del governo, non sono un contratto ma una mancia. I lavoratori pubblici vogliono un rinnovo dignitoso. La nostra mobilitazione sarà durissima”. “Una scelta politica precisa – avvertono – sta nascosta dietro la decisione di non finanziare il rinnovo del contratto di più di 3,2 milioni di lavoratori. Aumentare il conflitto sociale e professionale, eliminare la motivazione, mortificare la competenza e la dedizione al servizio delle comunità. Siamo alla disgregazione non solo dello stato sociale, ma del Paese. E noi diciamo no”. Con il ddl di stabilità approvato ieri – precisano –  si blocca l’innovazione organizzativa, la qualità, la formazione, la sicurezza nel lavoro e nei servizi pubblici. E si aumenta l’odio tra i cittadini che chiedono garanzie sui diritti e lavoratori abbandonati alla più bieca politica da consenso liquido. Il resto sono chiacchiere da talent show. Vogliamo un Paese finalmente avanzato? Salute, sicurezza, prevenzione, sostegno ai più deboli, crescita delle aziende? Questo non si fa né con il solito diluvio di norme, né tanto meno con provocazioni come quella di Renzi. Si fa con gli investimenti nell’innovazione e nella professionalità. Come in tutte le migliori imprese del mondo”

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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